Quest'anno l'influenza è arrivata in anticipo in Italia e sarà più aggressiva rispetto agli scorsi anni. Il primo caso grave si è registrato presso l'ospedale di Udine, dove un uomo di 50 anni, non affetto da altre patologie, è stato colpito da una forma grave di influenza. A causa delle conseguenze batteriche, l'uomo è stato intubato e costretto a un periodo di degenza di oltre 20 giorni. La società italiana di terapia antinfettiva (Sita) ha reso noto il caso rimarcando l'importanza della vaccinazione antinfluenzale universale.

Secondo le previsioni riportare dal Sole 24 Ore, l'influenza potrebbe colpire quest'anno circa 6 milioni di italiani. A richiamare l'attenzione della Sita sul caso di Udine non è stata solo la precocità rispetto alla norma, ma anche le caratteristiche del paziente, il quale non rientra fra le categorie a rischio. "Se questi sono i segnali, con una prima diagnosi già alla fine di settembre, e se si ripeterà lo scenario registrato in Australia e altre parti del mondo, andremo incontro a una stagione influenzale particolarmente aggressiva, con circolazione di virus influenzali molto diversi: H3N2, come nel caso in questione, H1N1,virus B", ha spiegato Matteo Basetti, professore di Malattie infettive presso l'ospedale San Martino di Genova e presidente della Sita.

"Si rafforza il messaggio che la vaccinazione antinfluenzale deve essere universale perché non esiste categoria di soggetti risparmiata dalle potenziali complicanze dell'influenza", avverte Basetti. La Sita invita quindi tutta la popolazione alla vaccinazione, non solo le categorie a rischio come bambini, anziani e persone immunodepresse. A partire da questo mese, inoltre, è disponibile nelle farmacie il vaccino antinfluenzale quadrivalente per la stagione 2019-20, sviluppato su coltura cellulare (QIVc), che permette un'azione più mirata.