20 Maggio 2022
22:27

Indagati capitano e armatore del rimorchiatore affondato: “Marinai salvi se avessero avuto i giubbotti”

Risultano indagati il capitano e l’armatore del rimorchiatore italiano Franco P. affondato a 50 miglia dalla costa di Bari. La Procura che sta indagando ha ascoltato i testimoni oculari della vicenda. “Se i marinai avessero indossato i giubbotti salvagente sarebbero ancora vivi”
A cura di Gabriella Mazzeo

Sono indagati il comandante e l'armatore del rimorchiatore italiano Franco P. affondato a 50 miglia dalla costa di Bari nella giornata di ieri, mercoledì 18 maggio. Il naufragio è costato la vita a cinque marinai. L'unico sopravvissuto è proprio il comandante Giuseppe Petralia, trovato dai soccorsi a bordo di una zattera di salvataggio. Sull'accaduto indaga la Procura di Bari che ha disposto il sequestro dell'imbarcazione.

Secondo le prime ricostruzioni, la nave era impegnata nel rimorchio di un pontone tra le acque italiane e quelle croate. Il galleggiante, a bordo del quale vi erano 11 persone, si è sganciato durante l'affondamento della Franco P. L'equipaggio ha quindi assistito al tragico naufragio

 

Una nave croata ha soccorso il comandante Giuseppe Petralia, ora ricoverato in ospedale a Bari insieme all'armatore Antonio Santini, legale rappresentante della società Ilma di Ancona, proprietaria dell'imbarcazione affondata e del pontone. I due sono gli unici indagati per la vicenda con l'ipotesi di reato di concorso in naufragio e omicidio colposo plurimo.

La Procura di Bari ha inoltre chiesto il sequestro del relitto che però si trova a circa mille metri di profondità. La disposizione permetterà l'esecuzione accertamenti del caso e di ricostruire le circostanze di quanto avvenuto. In particolare, le autorità vogliono effettuare i rilievi tecnici per verificare le dichiarazioni che testimoni e indagati forniranno nel corso delle indagini.

 

Il comandante del pontone AD3, Carmelo Sciascia, è stato ascoltato dalla capitaneria di porto che sta raccogliendo testimonianze sul disastro per conto della Procura. Durante la deposizione ha detto di aver visto il rimorchiatore imbarcare acqua a bordo e colare giù a picco in poco tempo. "Tutto è stato molto rapido – ha detto – e ho visto poco e niente. Io ho detto ai marinai di buttarsi in acqua, ma non ce l'hanno fatta e sono andati giù".

Secondo Sciascia, testimone oculare della vicenda, nessuno avrebbe visto il comandante a bordo. "Lo ha recuperato una nave che ho chiamato io. Lo vedevamo solo dalla luce del giubbotto salvagente, ma era molto distante dal luogo del naufragio" ha sottolineato l'uomo. "Se il personale avesse indossato gli stessi giubbotti – ha aggiunto – non ci sarebbero stati morti. Nessuno ci è riuscito perché il naufragio è stato troppo rapido".

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