Il 2020 vissuto dall'Italia è stato un anno drammatico con un numero di morti che non si vedeva dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Come sottolinea l'ultimo rapporto Istat sugli effetti della pandemia sulla mortalità, si tratta di un bilancio pesantissimo dovuto principalmente dell'epidemia da coronavirus che ha colpito il Paese per l'intero anno ma dietro il quale si nasconde un andamento profondamente diverso da regione a regione in base alle varie ondate di contagio che il Paese ha vissuto. Se nella prima ondata covid infatti è stato il nord a essere principalmente colpito anche in termini di decessi, nella seconda ondata il drammatico eccesso di mortalità rispetto agli anni precedenti si è esteso anche al resto del Paese .

Il Nord più colpito anche nella seconda ondata covid

Come rivela sempre il rapporto dell'Istat e dell’Istituto Superiore di Sanità sull'impatto dell'epidemia covid -19 sulla mortalità totale in Italia, infatti, anche se nella seconda ondata, e cioè dal periodo che va dalla metà di ottobre, l’incremento medio dei decessi è stato in linea con quello della prima ondata (+32%) e anche se spetta ancora al Nord l’eccesso di mortalità più alto (+40%), su questo dato ha pesato molto anche quello delle regioni del Centro (24% di decessi in più) e del Mezzogiorno (+26%).

Nel dettaglio, In molte regioni del Nord l’eccesso di mortalità dell’ultimo trimestre del 2020 supera quello della prima ondata come in Valle d’Aosta (+63,7% rispetto al +42,6% del trimestre marzo-maggio 2020), in Piemonte (+53% rispetto al +47,5%), in Veneto (+44,4% rispetto al +19,4%), in Friuli Venezia Giulia (+45,6% a fronte del +9,0%), e nella Provincia autonoma di Trento (+65,4% vs +53,1%). Al contrario l'0increnmento è stato minore  nelle regione più colpite dla prima ondata come la Lombardia (+37,1% in contrapposizione al +111,8%), l'Emilia Romagna (+25,4% rispetto a +43,6%), la Liguria (+33,9 vs +42,2%) e la provincia autonoma di Bolzano (+39,1% rispetto a +45,4%).

Eccessi morti anche al Cento Sud nella seconda ondata covid

Nello stesso trimestre oltre regioni del Centro e del Sud hanno vissuto un incremento importante dei decessi, nella stragrande maggioranza  dei casi dovuto proprio ai morti covid. Nella seconda ondata epidemica, il contributo dei decessi Covid-19 all’eccesso di mortalità al salito al Nord dal 67% del periodo marzo-maggio al 77%. Nel Centro e nel Mezzogiorno, dove la prima ondata non ha provocato un forte eccesso di mortalità, i decessi Covid-19 spiegano rispettivamente l’81%, e il 70% dell’eccesso di mortalità del periodo ottobre-dicembre.

Le province che hanno avuto un eccesso di mortalità nella seconda ondata

Le zone che hanno avuto un eccesso di mortalità totale nella seconda ondata sono in larga misura sovrapponibili quelle che hanno avuto una più alta incidenza di contagi covid: si tratta delle province del Nord-est ma anche alcune province dell’Emilia-Romagna (Piacenza e Modena), gran parte della Toscana (Massa-Carrara, Pistoia, Firenze, Pisa, Arezzo), la Provincia di Perugia, la Provincia dell’Aquila e una parte della regione Campania (Napoli e Caserta). Gli effetti della seconda ondata epidemica sulla mortalità proseguono anche nel 2021. Per il solo mese di gennaio si stimano 70.538 decessi, 2 mila in più rispetto alla media dello stesso mese del periodo 2015-2019 e 8 mila e 500 in più rispetto a gennaio 2020; questo eccesso per il 75% riguarda le regioni del Nord. La Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna da sole spiegano il 50%  dell’eccesso di gennaio 2021.