In malattia ma mangia in mensa con i colleghi, sospesa ma il giudice ordina di restituirle stipendi: lieve entità

Era in malattia ma era andata a mangiare in mensa e si era prestata a fare da arbitro in alcune partite durante la convalescenza, per questo era stata sospesa dal lavoro ma ora è un giudice le ha dato ragione imponendo la restituzione degli stipendi arretrati. È accaduto a Parma dove dopo il ricorso della donna, il giudice ha annullato la sospensione di sei mesi.
Come ricostruisce il Corriere di Bologna, i fatti oggetto del contenzioso risalgono al 2024 quando la donna si era assentata dal lavoro per malattia con regolare certificato medico ma negli stessi giorni si era presentata a mangiare coi colleghi alla mensa dello stesso ospedale dove lavora ed aveva arbitrato anche alcune partite di pallavolo.
Per questo l'impiegata amministrativa dell'ospedale di Parma era stata sospesa per sei mesi ed era rimasta quindi senza stipendio per metà anno lavorativo. La donna però ha fatto ricorso e un giudice ora le ha dato parzialmente ragione stabilendo che la pena era eccessiva e ha ordinato all'Asl locale di restituirle gran parte degli stipendi.
Come ricostruito durante il procedimento giudiziario, la donna era in malattia per un infortunio alle gambe ma nello stesso periodo per ben sette volte ha mangiato alla mensa ospedaliera e arbitrato anche alcune partite di volley anche se a livello dilettantistico.
Una condotta irregolare che però, secondo il giudice, è stata di lieve entità senza grossi danni economici per il datore in quanto, secondo i calcoli, il danno materiale per aver mangiato in mensa è stato di soli 40 euro mentre le partite le aveva arbitrate stando da seduta sena ritardare il recupero fisico dopo l'infortunio. Per questo da dieci mesi la sospensione è stata ridotta a soli 10 giorni con conseguente obbligo dell'ASL a restituire alla dipendente le retribuzioni non corrisposte.