Cambiare sesso sarà un diritto per tutte quelle persone che non si riconoscono nel sesso fenotipico o nel genere assegnatogli alla nascita. Accade in Emilia Romagna, dove la giunta regionale ha varato un provvedimento che prevede che gli individui con distrofia di genere possano ricevere gratuitamente le terapie ormonali adeguate sotto controllo del Servizio sanitario regionale; i farmaci verranno erogati direttamente dalle farmacie ospedaliere sia durante il periodo di transizione, in cui la persona inizia ad assumere le caratteristiche fenotipiche del sesso opposto, sia in seguito per coloro che decidono di non ricorrere all'intervento chirurgico definitivo, ma realizzino solo il cambio anagrafico del sesso.

Come spiega una nota della Regione Emilia Romagna l’articolo 5  della legge, in tema di “Interventi in materia socio-assistenziale e socio-sanitaria” stabilisce che "il Servizio sanitario regionale, i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari sostengono e promuovono iniziative di informazione, consulenza e sostegno sulle tematiche specifiche che coinvolgono le persone gay e lesbiche, transessuali, transgender e intersex. Le medesime iniziative sono offerte ai genitori e alle famiglie. La Regione, inoltre, promuove gli interventi indicati in coerenza con il Piano sociale e sanitario regionale, con il Piano regionale per la promozione della salute e prevenzione e con gli altri strumenti di programmazione e pianificazione di settore".

Che cos'è la distrofia di genere

Le persone con disforia di genere non si riconoscono nel sesso biologico attribuito loro alla nascita. La legge riconosce loro la facoltà di ricevere supporto psicologico e assistenza medica, al fine di avviare un percorso che le porterà – se lo ritengono – a un cambio di sesso anagrafico e/o anatomico. Nel secondo caso l’intervento chirurgico necessario è già da alcuni anni previsto nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e viene eseguito nei centri di riferimento presenti sul territorio nazionale, al termine di un percorso complesso di preparazione che comprende terapie ormonali adeguate – al momento non a carico del Servizio sanitario nazionale – alla modifica dei caratteri sessuali secondari. Ebbene, la Regione Emilia-Romagna garantisce alle persone residenti la possibilità di ricevere i farmaci sotto stretto controllo dei medici, secondo le indicazioni di appropriatezza prescrittiva stabilite dalla Commissione regionale del Farmaco.