Sul proprio profilo Facebook, Ilaria Cucchi ha pubblicato una foto che la ritrae pochi giorni prima dell'arresto del fratello Stefano. L'immagine, in cui la donna è appare in costume da bagno mentre tiene in braccio la figlia, è accompagnata dal seguente atto d'accusa: "Alta come lui, pesavo anch'io poco più di 40 chili. Stavo bene come bene stava lui. Ero malata di anoressia nervosa? Mah… io non me ne sono accorta". Ilaria torna così a smentire la presunta anoressia del 29enne romano come causa del decesso non collegata alle percosse subite durante la custodia cautelare.

E infatti continua: “Certo se mi avessero pestata violentissimamente spezzandomi la colonna vertebrale in due punti e provocandomi una commozione cerebrale avrei sicuramente smesso di stare bene. Se poi ne fossi morta in ospedale dopo sei giorni, sono certa che qualunque medico legale avrebbe mandato in carcere i miei aggressori”. Scrive la sorella di Stefano, confutando le perizie che attribuivano alla presunta anoressia del ragazzo la causa della sua morte. Per poi concludere: “A meno che non fossero intervenuti con le loro “consulenze“ fatte in casa ma preveggenti i Generali Casarsa e Tomasone”, è il riferimento a quei documenti dei due vertici dell'Arma riproposto pochi giorni dopo l'ultima dichiarazione di Ilaria Cucchi a seguito della relazione segreta pre-autopsia in mano ai carabinieri spuntata nel corso del processo bis. Documenti in cui si legge appunto che “i risultati parziali dell’autopsia sembrerebbero non attribuire le cause del decesso a traumi”, e dove si parla di “malessere attribuito al suo stato di tossicodipendenza”, di “gravi patologie, anoressia, epilessia e sieropositività”.

"Il 30 ottobre 2009 – aveva ricordato la sorella del giovane geometra morto ad una settimana dall'arresto per droga – i generali Casarsa e Tomasone hanno indicato la strada oppure sono stati dei veggenti. Ma evidentemente non è bastato a salvare i propri sottoposti dal nesso causale che è stato comunque riconosciuto anche dai periti del processo ‘sbagliato' pendente in Corte d'assise d'appello, i quali hanno sostanzialmente affermato, anche sulla base della perizia Cattaneo, che Stefano Cucchi era già malato".