Ad oggi "non abbiamo trovato alcuna mutazione nel virus" e "non sappiamo se è meno virulento", certo "oggi troviamo meno virus nelle infezioni". A dirlo, intervenendo a "Porta a Porta", è il professor Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano. "Potrebbe essere stato l'effetto del lockdown, potrebbe essere anche l'effetto del cambio di stagionalità, dell'irraggiamento ultravioletto, ma anche questo non spiega tutto", ha sottolineato Clementi spiegando che solo ulteriori e approfondite ricerche potranno spiegare se il virus sia mutato.

Nel frattempo, in vista di una possibile seconda ondata di contagi, l'appello lanciato dal professor Clementi è quello di prepararsi anche sottoponendosi alla vaccinazione antinfluenzale, profilassi che come ogni anno si svolgerà in autunno ed "ha vari obiettivi, fra cui far circolare meno un altro virus che potrebbe, come probabilmente già successo lo scorso inverno almeno in una prima fase, confondere dal punto di vista diagnostico".  Clementi ha quindi aggiunto. "La raccomanderei a tutti – ha sottolineato – ma soprattutto ai bambini e agli over 65; per questi ultimi sarebbe molto utile anche la vaccinazione anti pneumococco".

Già nei giorni scorsi il professor Clementi aveva segnalato come al San Raffaele nelle ultime settimane siano arrivati "pochi pazienti e tutti con sintomi lievi" e come la capacità replicativa del virus a maggio risulta "enormemente" indebolita rispetto a quella dei mesi scorsi. Si tratta, questa, di una posizione derivante dall’analisi di 200 pazienti del suo ospedale: "Abbiamo paragonato il carico virale predente nei campioni prelevati con il tampone – ha spiegato Clementi – e i risultati sono straordinari". Il virologo è arrivato a dire che "siamo davanti a una malattia diversa" rispetto a quella che avevamo agli inizi. "Lo scarto è abissale".