"Forse ci siamo. I risultati preliminari del vaccino Pfizer sembrano ottimi". Così il virologo Roberto Burioni ha commentato sul suo sito "Medical Facts" la notizia appena diffusa dalle agenzie di stampa internazionali secondo la quale l'antidoto contro il Coronavirus messo a punto da Pfizer-Biontech e in via di sperimentazione "è efficace al 90 per cento", secondo i dati preliminari del trial in fase 3. "La Pfizer – ha spiegato l'esperto -, dopo avere dimostrato in studi di fase 1 e 2 che il vaccino è ragionevolmente sicuro, perché suscita una risposta immunitaria potenzialmente protettiva, è passata alla fase 3. Ha preso 44.000 persone, le ha divise in due gruppi di 21.000 e metà li ha vaccinati con il vaccino anti-COVID, metà no. Ovviamente i partecipanti allo studio non sanno a quale gruppo appartengono".

Poi, ha continuato Burioni, "fatto questo, una settimana dopo la seconda (e ultima) dose di vaccino i ricercatori hanno cominciato a contare i casi di COVID-19 che si sono verificati nei due gruppi. A oggi se ne sono verificati 94, e pare che siano quasi tutti tra i non vaccinati. Per terminare lo studio bisogna arrivare a 156 infettati, e le cose potrebbero anche cambiare. Ma – per fare un paragone calcistico – siamo al decimo del secondo tempo e stiamo vincendo 3 a zero. Teniamo duro, perché tra poco potrebbe arrivare la conferma definitiva dell’efficacia e a breve la fine di questo incubo che stiamo vivendo da molti mesi". Insomma, ci sono al momento buone possibilità che questo vaccino funzioni. La notizia suscitato anche euforia tra le Borse mondiali.

Il vaccino candidato anti-COVID "BNT162" sviluppato dalla casa farmaceutica statunitense Pfizer e dall’azienda di biotecnologie tedesca BioNTech è stato dunque in grado di prevenire il 90 percento delle infezioni in uno studio clinico di Fase 3, che è ancora in corso. BNT162 è una preparazione basata su una piattaforma di acidi nucleici (mRNA) che al momento viene somministrata a 30mila volontari di diversi Paesi, tra i quali Argentina, Brasile, Germania e Stati Uniti. La fase 3 è l’ultima prima che i produttori possano presentare una domanda di omologazione del vaccino. L’efficacia, hanno spiegato da Pfizer e Biontech, è stata misurata paragonando l’effetto sui partecipanti contagiati a cui è stato iniettato il vaccino con quello di chi ha invece ricevuto la somministrazione di un placebo, "7 giorni dopo la seconda dose e 28 giorni dopo la prima". Il colosso farmaceutico prevede di aver prodotto entro la fine dell’anno dosi del vaccino contro il Covid-19 sufficienti a immunizzare dalle 15 alle 20 milioni di persone. Lo stesso Burioni ha annunciato con un tweet che "BioNTech alla luce degli ottimi risultati chiederà autorizzazione alla messa in commercio con procedura d’urgenza la prossima settimana".