19 Dicembre 2021
10:08

Il premio giornalistico under 35 Letizia Leviti 2021 va ad Andrea Lattanzi

La quinta edizione del premio giornalistico dedicato alla memoria di Letizia Leviti è stata vinta dal giornalista Andrea Lattanzi, il riconoscimento viene consegnato ogni anno a Firenze ai giovani giornalisti under 35 che si sono contraddistinti nel loro lavoro per aver praticato determinati principi etici cari alla giornalista di Skytg24 prematuramente scomparsa.
A cura di Backstair

È stato assegnato nel Salone dei 500 di Palazzo Vecchio a Firenze il premio giornalistico dedicato alla memoria della giornalista Letizia Leviti. Ad aggiudicarsi la vittoria della quinta edizione, che ha avuto come tema "l'intelligenza artificiale", è stato Andrea Lattanzi, che ha partecipato con un'inchiesta video sulla privacy dei dati online e su chi per lavorare e rimanere connessi ricerca opzioni differenti alle Big Tech.

La giuria, composta da alcuni dei migliori professionisti del giornalismo italiano come Claudio Cordova, Cecilia Anesi, Giulia Presutti, Sara Manisera e Flavia Barsotti, che si sono contraddistinti in questi anni per il loro lavoro sia d'inchiesta che sul campo, ha voluto premiare il lavoro di Lattanzi perché: "Il suo è un lavoro ‘politico’. Nel senso più alto del termine. Un lavoro di visione, di concetto, che ci dimostra come, anche in questi anni che viviamo, ci si possa “slegare” dai vincoli della tecnologia. O, almeno, da quelli della “Big Tech”. Il suo è un lavoro di ricerca, non tanto e non solo della verità. Ma una ricerca di contenuti, di risposte. Il giornalismo non è solo raccontare e scoprire. Ma anche far riflettere, far comprendere. Che un progresso diverso è possibile e che il cosiddetto “anello debole” è anche il più forte. Perché spezza la catena”.

"Il governo dei dati è già estremamente importante e nel futuro sarà cruciale per l'autodeterminazione delle persone, – ci ha raccontato a margine Lattanzi – il mio motto è ‘Il dato è mio e lo gestisco io' e le persone che racconto nel video sono coloro che hanno trovato una strada autonoma per rimanere connessi, ma al tempo stesso gestire i loro dati, la loro vita, la loro esperienza su internet, in maniera indipendente da Big Tech. È chiaro che sono una minoranza di persone, ma ci spingono a una riflessione. Non può passare tutto dai server di società multinazionali private, oggi serve un governo pubblico dei dati, servono regole nuove perché oltre la profilazione c'è un enorme problema di controllo sulle persone, di predizione del loro comportamento e questa cosa è sconvolgente".

La menzione speciale, invece, di questa edizione è andata a Giuseppe Pastore e Davide De Pascale per un podcast sulla robotica sociale e su come possa aiutare le famiglie con bambini autistici. “Ci hanno mostrato l’altro volto della tecnologia, – si legge nelle motivazioni – non quella che ci fa divertire, trascorrere il tempo libero. Non quella che ci aiuta sul lavoro. Non quella che, purtroppo, sempre più spesso, distrugge. Materialmente ed emotivamente. Il loro è un lavoro dolcissimo. Che ci dimostra come il progresso possa davvero aiutare. Anche chi è in maggiore difficoltà. Hanno avuto la capacità di mostrarci il “volto umano” della tecnologia. In un meraviglioso ossimoro, che tocca il cuore. E che ci dà la speranza di un Giornalismo, che, fin dalle scuole, creda ancora in un cambiamento tramite le emozioni”.

Il premio Letizia Leviti, patrocinato dal Comune di Firenze, e che ha avuto come madrina ospite d’onore Myrta Merlino ed è stato condotto da Tonia Cartolano alla presenza del sindaco Dario Nardella, viene assegnato ogni anno ad un giovane giornalista under 35 che si è contraddistinto per essersi fatto ambasciatore dei valori sostenuti dalla giornalista di Skytg24 Letizia Leviti, prematuramente scomparsa nel 2016, come l’onestà intellettuale, la cura del linguaggio, la profondità di contenuti e la volontà di essere dove accadono i fatti, e che quindi abbia praticato, per usare le sue stesse parole: "Un giornalismo interessato a sapere e raccontare non solo ‘cosa è successo' ma soprattutto ‘come è successo', attento a momenti, sfumature, espressioni, impressioni, dettagli che spesso vengono sacrificati per fretta, disattenzione, preconcetto editoriale".

"Siamo molto contenti che il premio Leviti negli anni – ci ha detto Claudio Cordova, presidente della giuria – sia diventato un piccolo grande punto di riferimento per i giovani professionisti italiani e per chi crede ancora in questa professione". Alla premiazione infatti erano presenti e collegati in videoconferenza i quattro giornalisti premiati nelle precedenti edizioni Sacha Biazzo, Andrea De Georgio, Daniele Bellocchio e Francesca Borri, che hanno raccontato le loro esperienze professionali degli ultimi anni, testimoniando rispettivamente l’importanza del giornalismo investigativo sotto copertura, l’evoluzione della situazione in Mali, la guerra del Nagorno Karabakh e le recenti vicende afgane.

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