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Il poliziotto preso a martellate negli scontri per Askatasuna, le prime parole: “Sto bene, ho fatto il mio dovere”

Il poliziotto Alessandro Calista ha parlato dall’ospedale Le Molinette nel quale è stato ricoverato dopo l’aggressione da parte dei manifestanti durante le proteste per Askatasuna. “Sto bene, grazie a tutti per la vicinanza. Ho fatto solo il mio dovere”. Crosetto: “Manifestanti si comportano da terroristi”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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L’aggressione al poliziotto Alessandro Calista
L’aggressione al poliziotto Alessandro Calista

"Sto bene e ringrazio tutti per la vicinanza". A parlare è il poliziotto Alessandro Calista, ricoverato in codice azzurro all'ospedale Molinettedopo essere stato picchiato da una decina di manifestanti durante le manifestazioni per la palazzina Askatasuna. Calista è stato preso a martellate durante gli scontri e ricoverato con altri 5 colleghi inviati a Torino per gestire il corteo in risposta alla chiusura del centro sociale, chiuso a fine 2025. Il poliziotto 29enne ha un figlio e una moglie ed è in servizio al reparto mobile di Padova.

Askatasuna è occupata da quasi 30 anni e la manifestazione che è poi costata l'aggressione all'agente avrebbe dovuto mostrare il dissenso contro la chiusura del centro sociale, avvenuta a fine 2025. Calista è stato isolato dal resto dei colleghi e accerchiato da una decina di persone durante la manifestazione, poi picchiato mentre era a terra con calci e pugni, anche alla testa.

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A un certo punto, uno dei manifestanti aveva impugnato un martello, usandolo per colpire Calista 3 volte alla schiena. A soccorrerlo è stato un collega, che lo ha protetto con lo scudo e riaccompagnato dietro lo schieramento delle forze dell'ordine. Le condizioni dell'agente, seppur serie, non sono gravi.

A Calista sono arrivate le telefonate del ministro dell'Interno Piantedosi e del capo della polizia Vittorio Pisani. "Ho fatto solo il mio dovere – ha ribadito l'agente dall'ospedale -. Grazie per la vicinanza che mi state mostrando, sto bene". "Abbiamo incontrato tutti i feriti, li ho trovati orgogliosi da un lato e mortificati dall'altro" spiega Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione, arrivato in ospedale per parlare con i feriti. "Si tratta di una lotta impari: da un lato c'è chi può fare quello che vuole con martelli e tubi, dall'altro i poliziotti".

Le parole del ministro Crosetto

Sono arrivate le accuse anche del ministro della Difesa Guido Crosetto che ha parlato di vero e proprio terrorismo in relazione alle vicende legate alle manifestazioni per Askatasuna. "Questi non sono manifestanti, non sono nemmeno delinquenti. Si comportano da nemici, da terroristi e da guerriglieri – scrive su X -. Vogliono fare male, sono spinti dall'odio. Vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante".

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"La mia totale solidarietà va alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori".

Crosetto ha sottolineato che supportare e giustificare i gesti di chi ha colpito le forze dell'ordine durante i cortei, "è inaccettabile". "Devono essere combattuti come le Brigate Rosse, non essere trattati come ‘compagni che sbagliano' – ha scritto su X -. Non è in gioco una parte politica, ma la Repubblica Italiana".

"Oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana". A scriverlo su X è sempre Crosetto riferendo di essere andato per una breve visita al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino. "Sono state usate bombe carte piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi".

La visita della premier Giorgia Meloni

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è nel frattempo arrivata all'aeroporto Caselle Torino. La premier è atterrata in mattinata per far visita ai militari e agenti feriti negli scontri e poi ricoverati in ospedale. Meloni è ripartita dopo aver incontrato i poliziotti.

In queste ore si parla dei primi arresti e delle prime denunce per quanto avvenuto nel pomeriggio di ieri durante il corteo: due persone sono finite in manette, mentre in tre sono state denunciate a piede libero. Nella serata di ieri circa 10 persone erano state fermate per ulteriori accertamenti.

Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso la propria solidarietà alle forze dell'ordine dopo i fatti di Torino e ha fatto sapere di aver sentito telefonicamente il poliziotto aggredito e poi ricoverato.

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