“Il Papa dirà no alla comunione ai divorziati”
"Alla fine credo che il Papa deciderà per il no alla comunione ai divorziati", è quanto ha dichiarato il cardinale Angelo Scola in un'intervista sul Corriere della Sera a proposito di uno dei temi più discussi negli ultimi mesi nella chiesa di Roma. L'arcivescovo di Milano, che da sempre è considerato su posizioni più conservatrici in merito ai divorziati, apprezza ik dibattito a volte anche duro che si è aperto nella chiesa cattolica per volere di Papa Francesco, ma ritiene che alla fine prevarranno posizioni a lui più vicine sui divorziati e più aperte invece per quanto riguarda gli annullamenti matrimoniali. "Personalmente ho suggerito di pensare la questione alla radice, alla luce di una riflessione antropologica sulla differenza sessuale e, sul piano teologico, approfondendo il rapporto matrimonio-eucaristia. E ho fatto una proposta che va nella direzione, indicata più volte anche dal Papa, di restare fedeli alla dottrina, ma di rendere più vicine al cuore della gente e più rapide le verifiche di nullità del matrimonio" ha spiegato Scola che non vuol sentir parlare di spaccatura nella chiesa ma semplicemente di "posizioni diverse".
Più attenzione sia ai divorziati risposati sia agli omosessuali
"Non riesco a vedere le ragioni adeguate di una posizione che da una parte afferma l’indissolubilità del matrimonio come fuori discussione, ma dall’altra sembra negarla nei fatti, quasi operando una separazione tra dottrina, pastorale e disciplina" ha sottolineato Scola, aggiungendo: "Questo modo di sostenere l’indissolubilità la riduce ad una sorta di idea platonica, che sta nell’empireo e non entra nel concreto della vita. E pone un grave problema educativo: come facciamo a dire a dei giovani che si sposano oggi, per i quali il ‘per sempre' è già molto difficile, che il matrimonio è indissolubile, se sanno che comunque ci sarà sempre una via d’uscita? È una questione poco sollevata, e la cosa mi stupisce molto". Da questo dibattito comunque per il Cardinale "è già uscita, e si rafforzerà, un’attenzione sia ai divorziati risposati sia agli omosessuali, che finora non c’era". "I benefici del vivace dibattito sinodale sono già evidenti. Tanto più perché ha fatto emergere un contenuto fondamentale: la famiglia come soggetto, e non più solo oggetto, di annuncio del Vangelo" ha concluso Scola.