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Omicidio Altavilla Milicia a Palermo

Il legale dei coniugi della strage di Altavilla: “Movente economico? Lo escluderei, non ne abbiamo parlato”

Marco Rocca, avvocato di Massimo Carandente e Sabrina Fina, accusati di aver partecipato alla strage di Altavilla Milicia, spiega a Fanpage.it: “Respingono tutte le accuse e penso sia importante che vengano sentiti dagli inquirenti, su questo mi sto muovendo. Escluderei la questione economica, non me ne hanno parlato”.
A cura di Eleonora Panseri
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Massimo Carandente e Sabrina Fina (Foto Facebook)
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"I miei assistiti, come già riferito precedentemente, respingono tutte le accuse. Hanno fornito versioni che possono essere ritenute diverse da quelle che si leggono nell'ordinanza, hanno dato un loro racconto dei fatti, a cui uno può credere o non credere, ma questo è quanto mi riferiscono".

A parlare è l'avvocato Marco Rocca, legale dei coniugi Massimo CarandenteSabrina Fina accusati di aver partecipato insieme a Giovanni Barreca alla strage di Altavilla Milicia, il triplice omicidio in cui hanno perso la vita Antonella Salamone, moglie di Barreca, e i suoi due figli di 16 e 4 anni, Kevin ed Emanuel. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti finora, i tre sarebbero stati torturati e uccisi durante un esorcismo.

A una settimana di distanza dal primo colloquio con i suoi assistiti, Rocca ha spiegato a Fanpage.it quanto accadrà nei prossimi giorni. "Tornato a casa ho metabolizzato tutto quello che mi è stato detto. Ritengo opportuno, per una questione di linea difensiva, che i miei assistiti vengano sentiti dagli organi preposti. Questa cosa, ovviamente, richiede che anche loro siano d'accordo, ma non ho ancora avuto modo di chiederglielo", spiega il legale.

L'avvocato Marco Rocca
L'avvocato Marco Rocca

"Ho deciso di fare richiesta di avere un colloquio con loro, non in presenza ma tramite una videochiamata o una telefonata, per prospettargli questa scelta. Se loro si diranno d'accordo, procederò in tal senso, perché credo sia la linea difensiva più giusta da seguire", aggiunge.

Carandente e Fina, fermati insieme a Barreca dopo il ritrovamento dei corpi delle tre vittime, si sono infatti avvalsi della facoltà di non rispondere e hanno preferito non rilasciare dichiarazioni di fronte al giudice per le indagini preliminari. "È normale in queste fasi, serve per capire quello che viene contestato a un soggetto ed espletare indagini difensive o comunque cercare di capire quali siano le problematiche. Per poi richiedere di essere sentiti".

"Io in questo caso ritengo sia opportuno – aggiunge – perché secondo me ci sono degli spunti che possono essere importanti anche per la loro posizione. Ho fatto la richiesta di colloquio per giovedì e per ora non ho ricevuto conferma della possibilità di effettuarlo. A quel punto, se dovessi riuscire, capirò se loro intenderanno seguire o meno la mia linea difensiva".

Alla base del triplice omicidio ci sarebbe anche la pista del movente economico. Un'ipotesi che, tuttavia, il legale escluderebbe, secondo quanto gli avrebbero riferito i due coniugi: "Escluderei la questione economica, ma ora come ora non posso dire nulla perché sono riuscito a parlare solo 1 ore e mezza con uno e 1 ora e mezza con l'altra. E mi sono limitato ad appuntare quelle che secondo me erano le questioni più importanti e di questo non mi hanno parlato".

"Su altro non posso non dire nulla perché preferisco che sia tutto notiziato prima all'ufficio del Gip e agli organi preposti. In seguito, dopo aver fatto questo, potrò sbilanciarmi su quanto mi è stato detto o che mi potranno riferire. Anche perché siamo nel pieno delle indagini e non vorrei, anche con una mia dichiarazione, andare a intaccare un profilo investigativo che si sta costruendo in questo momento", conclude l'avvocato.

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