“Il giudice ha già 288 processi”: una donna con lesioni al volto deve aspettare 2 anni per l’udienza

Oltre a quelli che già aveva, il giudice a cui è stata assegnata la causa ha ereditato 288 (sì, duecentottantotto) fascicoli da due colleghi che non lavorano più in quel tribunale. È in sostanza questa la risposta che si è visto recapitare l'avvocato Angelo Forestieri, del foro di Milano, alla sua istanza per anticipare la data di un'udienza fissata, a dicembre del 2025, per il 27 ottobre del 2027, ovvero fra quasi due anni.
Facciamo un passo indietro: vi avevamo raccontato le vicissitudini di A.M, una donna di Cagliari che di 51 anni, che nel 2021 si è sottoposta a un intervento odontoiatrico in seguito al quale ha riportato lesioni permanenti già accertate da una consulenza tecnica d’ufficio eseguita da un professionista nominato dal tribunale.
Da quel momento sarebbe dovuto essere tutto in discesa per ottenere giustizia e invece le parti, legittimamente, non si sono messe d'accordo sulla cifra del risarcimento. E quindi si va in causa. Il 4 luglio del 2025 l'avvocato Forestieri la deposita presso il tribunale di Cagliari e l'udienza viene fissata al 28 gennaio del 2026: altri sei mesi dopo, tutto sommato un tempo congruo visti gli attuali tempi della giustizia italiana.
A pochi giorni dall'udienza, però, il tribunale di Cagliari va sotto organico e il fascicolo deve essere riassegnato a un nuovo giudice che, da quanto scrive nel rigetto della successiva richiesta di anticipazione dell'udienza, se ne vede arrivare ben 288 oltre a quelli che già ha a suo carico. E quindi è costretto a fissare il primo incontro fra le parti al 27 ottobre 2027.
Come detto, il legale della donna fa istanza per farsi anticipare l'udienza, ma la risposta è: "Dato atto che, nella fissazione dell'udienza per il differimento, è stato applicato il vigente programma di gestione del ruolo nel quale è prevista l'assoluta precedenza dei procedimenti di precedente iscrizione; rilevato che il carico del ruolo, ulteriormente aggravato dall'assegnazione di n. 288 fascicoli complessivi provenienti dai ruoli di altri due magistrati, non consente l'anticipazione di udienze già fissate".
In sostanza l'udienza resta fra 21 mesi perché, oltre ai suoi fascicoli, il giudice ne ha ereditati altri 288 da alcuni colleghi non più in servizio a Cagliari, perché trasferiti o andati in pensione, ed evidentemente non ci sono altri magistrati con meno mole di lavoro a cui poterli assegnare.
Non è possibile anticiparla anche perché è rispettato l'ordine cronologico di deposito della causa (avvenuta, è bene ricordarlo, a luglio dello scorso anno). Questo vuol dire che quello della signora A.M. non è un caso isolato, ma che solo in quella sezione di qual tribunale ci sono almeno altre 288 persone che devono aspettare così tanto per poter iniziare l'iter giudiziario.
"Con questo rigetto è lo stesso tribunale a certificare il collasso del sistema giudiziario: ormai manca completamente la ragionevole durata del processo, sancita dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo", spiega l'avvocato Angelo Forestieri, che aggiunge: "Ora si parla tanto di separazione delle carriere, ma il problema concreto è che i tribunali non hanno risorse sufficienti per smaltire il carico di lavoro esistente".