Il cuore del neonato rallenta improvvisamente: un ago e pochi millimetri e il bimbo di appena 1kg viene salvato a Parma

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Una procedura rarissima a causa delle dimensioni del neonato, così piccolo da stare tra le mani. I medici di turno della Neonatologia avevano a disposizione pochi millimetri per intervenire sul cuoricino con un ago e sono riusciti a salvarlo con un intervento immediato.

Nato prematuro a 28 settimane di gravidanza e con un peso di appena 1 kg,  un piccolo bimbo dopo pochissimi giorni di vita ha dovuto affrontare una prova terribile quando il suo già esile cuoricino ha iniziato a battere sempre più lentamente. Grazie al tempestivo intervento dei medici è a una delicatissima e rarissima procedura all'ospedale dei bambini di Parma, però, si è salvato e ora ha potuto riprendere regolarmente il proprio percorso di crescita.

È quanto accaduto nelle scorse settimane nel reparto di terapia intensiva neonatale dell'ospedale pediatrico parmense dove il neonato era già ricoverato dopo essere venuto al mondo prematuramente e dunque bisognoso di cure. Terapie che sembravano dare i loro frutti quando improvvisamente il suo già esile corpicino ha dovuto affrontare una prova molto difficile.

Durante una notte la sua situazione clinica infatti è precipitata rapidamente: il piccolo è improvvisamente entrato in una bradicardia estrema, con il cuore che batteva sempre più lentamente. Il team medico di turno è immediatamente intervenuto riuscendo in pochissimo tempo a individuare la causa, intervenendo di conseguenza.

Sono stati momenti concitati perché il bambino peggiorava velocemente e il battito era sempre più flebile. A complicare il quadro il fatto che gli esami ematochimici immediati purtroppo non hanno fornito elementi utili alla diagnosi. A questo punto  il neonatologo di turno, il dottor Antonio Di Peri, ha eseguito al neonato un’ecografia cardiaca, individuando la presenza di una quantità di liquido nella sottile cavità che circonda il cuore, il pericardio.

In pratica vi era un versamento significativo con il rischio di rapida evoluzione negativa. Il passo successivo è stato quindi quello di avviare immediatamente la procedura per aspirare il liquido. Una procedura rarissima a causa delle dimensioni del neonato, così piccolo da stare tra le mani. I sanitari avevano pochi millimetri di spazio per intervenire ma il dottor Di Peri, insieme alla specializzanda Eleonora Alfieri e al personale infermieristico di turno, è riuscito a compiere la manovra perfettamente aspirando circa 10 millilitri di liquido e liberando il cuore dalla pressione che ne comprometteva la funzionalità.

Una precisione millimetrica e una mano ferma, nonostante i momenti concitati e la necessità di intervenire rapidamente, che hanno trovato il plauso della direttrice della Neonatologia Serafina Perrone: “La manovra è stata eseguita con calma, precisione e risolutezza. Dieci millilitri rappresentano un volume significativo per un neonato di poco più di un chilogrammo, ma una quantità minima per chi deve eseguire la procedura: intervenire in spazi di pochi millimetri richiede competenza tecnica, grande precisione e controllo del gesto”. "Non possiamo sapere quando si presenterà un’emergenza così rara, né quale professionista sarà chiamato ad affrontarla. Possiamo però fare in modo che le competenze necessarie siano diffuse, mantenute nel tempo e disponibili in qualsiasi momento" ha aggiunto la direttrice

“È una procedura che avevo studiato e sulla quale mi ero formato anche durante il Master di Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica coordinato dalla professoressa Perrone”, racconta Di Peri, aggiungendo: “In quel momento ho riconosciuto quello che stava accadendo e sapevo cosa fosse necessario fare. Eventi così rari dimostrano quanto sia importante formarsi prima che arrivi il momento in cui quelle competenze diventano indispensabili”.

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