Dopo Settimo Torinese anche Caselle, in Piemonte, ha deciso di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Il provvedimento diventerà ufficiale il 24 febbraio, quando il Consiglio comunale cancellerà l'atto datato 16 maggio 1924. Nella stessa seduta, su proposta del Movimento 5 Stelle, verrà concessa la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. Il sindaco Luca Baracco ha commentato: "Impossibile e contraddittorio sarebbe stato mantenere entrambe le cose. E' un atto simbolico cui vogliamo però dare una forte valenza perché la nostra città alla guerra di Liberazione ha offerto un tributo di sangue non indifferente. Il tributo di tante giovani vite da cui è poi nata la nostra democrazia che va onorata e difesa ogni giorno. Specialmente oggi".

L'eccidio fascista di Caselle del primo febbraio 1945

Caselle è una città che ha pagato a caro prezzo la lotta al nazifascismo. Una prova sono i cinque partigiani trucidati il primo febbraio 1945 e oggi ricordati con una lapide in piazza Mensa e una cerimonia annuale, dove strade e piazze portano i nomi di caduti per la libertà. I resistenti – tutti giovanissimi – si chiamavano Luigi Cafiero, Antonio Garbolino, Andrea Mensa, Adolfo Praiotto e Mario Tamietti. I patrioti vennero assassinati il primo febbraio del 1945 a Caselle per rappresaglia a seguito dell’uccisione di un paracadutista avvenuta a Borgaro il giorno precedente. Tre dei martiri vennero prelevati dal Tribunale di Ciriè, gli altri due erano imprigionati nei sotterranei delle scuole di San Maurizio, divenute comando locale dei paracadutisti repubblichini del Battaglione Nembo. Proprio 19 giorni fa gli amministratori comunali e numerosi cittadini hanno celebrato il settantacinquesimo anniversario dell’eccidio al Prato Fiera, luogo della città oggi chiamato piazza Andrea Mensa.