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Il cerotto sulle labbra, la lettera d’addio e la chat con un uomo: cosa svelano le indagini su Annabella Martinelli

Le indagini sulla morte di Annabella Martinelli avrebbero fatti accertamenti su un botta e risposta sul web tra la vittima e un uomo. Lei scrive: “Se crepo o mi succede qualcosa ora sappiamo di chi è la colpa”. Ma gli inquirenti al momento escludono il coinvolgimento di terze persone nella tragedia.
A cura di Giorgia Venturini
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Emergono nuovi particolari dalle indagini sulla morte della 22enne Annabella Martinelli. I punti da chiarire restano principalmente tre: il primo il fatto che il cadavere della giovane è stato trovato con un cerotto sulle labbra. Il secondo che ci sono voluti giorni per trovare la lunga lettera d'addio che la giovane avrebbe lasciato in camera sua e nella quale avrebbe scritto le motivazioni del suicidio. Il terzo si concentra su una chat con un uomo in cui la giovane avrebbe detto: "Se crepo sappiamo di chi è la colpa". Al momento le certezze sono che la 22enne era scomparsa la sera del 6 gennaio e il corpo impiccato con una corda a un albero è stato trovato il 15 gennaio da un passante che era a fare una passeggiata con il suo cane. Il ritrovamento sui Colli Euganei, in boschetto a ridosso della strada principale che porta a Teolo. Al momento i carabinieri escludono il coinvolgimento di terze persone nella tragedia. Ma cosa è emerso finora nelle ultime indagini?

Stando a quanto spiega dal Corriere della Sera, resta (giustamente) sconosciuto il motivo per cui Annabella Martinelli si sia tolta la vita, ma lo avrebbe scritto in una lunga lettera lasciata in camera sua. Come se fosse un testamento. Da capire ancora però perché questa lettera è stata trovata solo dopo alcuni giorni da famiglia e investigatori. Si indaga quindi su quello che ha scritto e anche sui suoi messaggi scritto sul web: a richiamare l'attenzione degli inquirenti è una chat in cui c'è un botta e risposta con un uomo, il cui profilo risulta ora cancellato. Lei gli scrive: "Se diventi il mio stalker ti individuo subito", ma anche "Se crepo o mi succede qualcosa ora sappiamo di chi è la colpa, di un uomo che non sa accettare il rifiuto". Resta il fatto che dopo i primi accertamenti per la Procura di Padova non ci sarebbero collegamenti (o responsabilità di altri) a quello che è successo a Annabella Martinelli.

La vittima è stata vista l'ultima volta da una studentessa 19enne che era alla guida della sua auto. Ha visto la 22enne spingere una bicicletta viola sui tornanti della strada che sale da Villa di Teolo verso le 23.30 del 6 gennaio. La 19enne si è fermata e le ha chiesto se avesse bisogno di aiuto. Annabella Martinelli avrebbe risposto però che andava tutto bene e non avrebbe accettato il passaggio. Poco dopo la vittima ha lasciato la bicicletta chiusa con un lucchetto, avrebbe camminato per circa 300 metri e una volta raggiunta una zona con vegetazione si è impiccata. L'autopsia confermerà l'orario preciso della morte. Il cadavere impiccato con una corda, che la giovane si era portata nello zaino, è stato trovato giorni dopo da un passante: le labbra di Annabella Martinelli erano tappate da un grosso cerotto, fissato da una garza molto probabilmente da lei stessa.

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