Papa Francesco potrebbe, come Joseph Ratzinger, rassegnare le dimissioni prima della fine del suo pontificato? Attenzione, non si tratta di una domanda provocatoria, né di un retroscena giornalistico azzardato, bensì di uno dei temi di cui si è discusso nel corso del dibattito al Meeting di Rimini. Certo, dal Vaticano si sono affrettati a smentire categoricamente un'ipotesi del genere, ma la pulce nell'orecchio è stata comunque messa. La tesi di fondo è che Bergoglio rappresenti una spina nel fianco per molti leader mondiali di destra palesemente contrari alle sue posizioni sui poveri e le migrazioni. Gli Stati Uniti di Trump, in particolare, sarebbero alla testa di un piano di sostituzione del Santo Padre con una figura più vicina a Trump

A spiegarlo in un articolo pubblicato da Il Mattino è stata la vaticanista Franca Giansoldati che ha menzionato l'intervento fatto a Rimini dal venezuelano padre Arturo Sosa, il Preposito Generale della Compagnia di Gesù, gesuita con un ruolo chiave nel pontificato di Papa Francesco- Nel suo discorso Sosa ha parlato apportate dal primo Papa gesuita, decodificandone gesti e azioni, e spiegando che in Francesco vi è un senso di responsabilità verso i poveri che soffrono che riporta all'obbedienza verso il Vangelo. Il cuore del suo intervento è stato però ben più incisivo: "Ci sono settori fuori e dentro il Vaticano che premono per far dimettere Papa Francesco, con lo scopo ultimo di fare in modo che il prossimo pontefice agisca in senso contrario alle linee guida espresse dall'attuale pontificato". Successivamente Sosa all'Adnkronos ha chiarito meglio il suo pensiero. "Ci sono persone, sia all'interno che all'esterno della Chiesa, che vorrebbero che Papa Francesco desse le dimissioni, ma il pontefice non lo farà. Credo che la strategia finale di questi settori non sia tanto quella di costringere Papa Francesco a lasciare, quanto di incidere sull'elezione del prossimo pontefice, creando le condizioni affinché il prossimo Papa non continui ad approfondire il cammino che Francesco ha invece indicato e intrapreso".

Insomma, il vento di destra che soffia in tutto il mondo avrebbe preso di mira niente meno che il capo della Chiesa Cattolica, ostinato difensore dei più deboli fin dall'inizio del suo pontificato