Tanti tamponi e tanti guariti. Queste sono le buone notizie del bollettino sull’emergenza Coronavirus in Italia diffusi oggi, 8 aprile, dalla Protezione Civile nel suo consueto punto stampa delle 18: i contagi da Coronavirus sono 139.422 (+3.886 rispetto a ieri), di cui 26.491 guariti (+2.099 rispetto a ieri ) e 17.669 decessi (+542 rispetto a ieri). Dei casi positivi accertati, 63.084 sono in isolamento domiciliare, 28.485 sono ospedalizzati con sintomi e 3.693 sono ricoverati in terapia intensiva (99 in meno rispetto a ieri). La buona notizia riguarda proprio i pazienti trasferiti in questo reparto, il cui numero diminuisce per il quarto giorno consecutivo.

“Stanno aumentando i guariti, ma la cosa nuova è che stanno aumentando in tutta Italia”. Giovanni Forti, 25 anni è studente di Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant'Anna. Dal 2018 fa parte della redazione di YouTrend, dove di occupa della parte editoriale, dell'analisi dei dati e della produzione di data visualization e su YouTrend ha scritto diversi articoli sulla pandemia del Covid-19: “Questo vuol dire che la frenata è generalizzata, e non più trainata dalla sola Lombardia – spiega Giovanni Forti a Fanpage.it – . Questo è molto positivo per le regioni che hanno meno posti in sanità”.

Quali sono le regioni in cui i guariti aumentano di più?

La Lombardia, ma non è una novità. Oggi vanno molto bene anche Marche, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Le Marche oggi raddoppiano i guariti. Questo ci fa sospettare che sia cambiato il metodo di conteggio, andando a includere anche chi non ha più i sintomi, ma non è ancora stato sottoposto a doppio tampone.

Ieri abbiamo avuto un calo di casi attivi in tante regioni, pure. Oggi com’è andata?

Tutte le regioni, tranne le Marche, l’Umbria e la provincia di Bolzano, hanno un numero di casi attivi in crescita.

Come mai?

Questo perché è stato fatto un numero record di tamponi: siamo a quasi 52mila, circa 15-20mila in più del dato medio giornaliero della scorsa settimana.

Chi sta trainando questa corsa ai tamponi?

Lombardia e Veneto ne stanno facendo parecchi. Il Veneto ne fa quasi 10mila, la Lombardia 8mila, il Lazio 6mila, Piemonte e Toscana più di 4mila. Nelle fasi peggiori dell’epidemia, c’erano 30 contagi ogni 100 tamponi. Oggi siamo al 7,6%.

 

Questo cosa significa? Che stiamo facendo tamponi a tappeto? O che stiamo davvero sconfiggendo l’epidemia?

Né l’uno né l’altro. Non c’è remissione dell’epidemia, per quello ci vorrà tempo. E non sono nemmeno tamponi a pioggia: se lo fossero, dovrebbero essere molti di più. Però ora sono cambiate le direttive, e non si testano più solamente le persone gravemente sintomatiche. Oggi si testano anche persone che hanno avuto un contatto e un po’ di febbre, o di tosse.

Questo aiuta i nuovi contagiati a guarire meglio?

Esatto. Calano i ricoveri in terapia intensiva e ieri anche gli ospedalizzati. Questo significa che i guariti stanno aumentando più dei casi che necessitano di un’assistenza ospedaliera: altra buona notizia per il sistema sanitario nazionale.

Nei giorni scorsi si parlava di allarme Milano, vista la forte crescita di contagi nel capoluogo lombardo. Oggi com’è andata?

Milano ha sempre più o meno lo stesso numero di casi positivi in più di ieri. Oggi è stata superata da Brescia, che traina la nuova crescita lombarda e da Genova che oggi ha un dato anomalo di oltre 600 positivi. Ieri però la Liguria ieri aveva 1000 casi positivi circa che non erano stati assegnati a nessuna provincia. Di fatto, parliamo dei dati di diversi giorni: sono casi, questi in via di definizione, che la Liguria aveva accumulato sin dalla fine della scorsa settimana.

A proposito di queste incertezze di calcolo: con tutti questi tamponi in più possiamo dire che i dati oggi sono finalmente attendibili?

I dati delle settimane scorse, quelli tra l’inizio dell’epidemia e della fine di marzo sembravano davvero poco affidabili. E infatti oggi ci sono tantissimi studi che attestano quella scarsa affidabilità, soprattutto su Bergamo e Brescia. Oggi, con tanti nuovi tamponi, i dati di oggi fotografano una situazione molto più credibile di quella di qualche settimana fa. Se guardiamo i dati complessivi, invece, direi che sono ancora molto poco affidabili. I danni fatti da questa epidemia li sapremo, ahinoi, alla fine. Sarà fondamentale per capire di quanto l’avremo sottostimata nei vari territori i test sierologici a campione, per capire chi è stato infettato e chi no. Lì capiremo quanto abbiamo sottostimato la contagiosità dell’epidemia. E anche il suo tasso reale di mortalità.