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Covid 19
5 Novembre 2020
19:47

I cani per stanare il Coronavirus: in Italia (forse) già entro un mese

È il progetto, annunciato al Forum Sistema Salute di Firenze, su cui sta lavorando l’organizzazione Onlus MDDI (Medical Detection Dogs Italy). “L’olfatto dei cani è incredibile e oggi già li usiamo per scoprire le malattie metaboliche e i tumori” spiega il direttore tecnico Aldo La Spina, che fa capire come i tempi per la realizzazione potrebbero essere molto brevi.
A cura di Biagio Chiariello
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L’Italia potrebbe preso avere a disposizione cani addestrati per “fiutare” il coronavirus. È il progetto, annunciato al Forum Sistema Salute di Firenze, su cui sta lavorando l’organizzazione Onlus MDDI (Medical Detection Dogs Italy). “L’olfatto dei cani è incredibile e oggi già li usiamo per scoprire le malattie metaboliche e i tumori, con una percentuale di successo del 95-97%. Per far questo lavoriamo su campioni biologici, ma non abbiamo esperienza su come maneggiare il virus attivo. In Germania, ad Hannover, stanno lavorando con il virus inattivo e noi stiamo studiando come fare", spiega il direttore tecnico di Mddi, Aldo La Spina.

Entro un mese

I tempi per arrivare ad avere cani addestrati per il riconoscimento dei casi di infezione da Covid-19 potrebbero essere anche molto brevi. "Ad Hannover hanno addestrato i cani in 5-6 settimane, non è detto che anche noi non possiamo avere i canti pronti nel giro di un mese”, ha ipotizzato. La Spina rassicura anche sul modo in cui vengono trattati gli animali. "La loro tutela è una priorità. I nostri sono cani da divano: i proprietari li portano in laboratorio, fanno il loro lavoro, si divertono perché vengono compensati con coccole e bocconcini o con un gioco, e dopo 20 minuti, mezz'ora, tornano a casa. Facciamo grande attenzione al loro benessere", conclude.

Cani per trovare il coronavirus. Esperimento in Finlandia

In realtà l'utilizzo di cani per individuare l'eventuale positività delle persone al Coronavirus non è nuovo. Il progetto è stata portato avanti in via sperimentale dall'università di Helsinki già negli scorsi mesi. Ai cani è stato fatto annusare un campione di sudore e, in caso di esito positivo, il passeggero viene portato in un'altra area dello scalo per essere sottoposto a tampone gratuitamente, per confermare o meno l'indicazione del cane. Il progetto dell'ateneo finlandese ha coinvolto, al momento, 16 cani, quattro dei quali hanno iniziato a lavorare sul campo presso l'aeroporto della capitale della Finlandia.

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