"È entrata sulle sue gambe, è uscita su una sedia con le rotelle. Ve lo racconto io, perché lei è troppo elegante". Matteo Salvini è uscito da dieci minuti da un'aula del tribunale di Catania e già ha una storia da raccontare ai cronisti. Quella di come la sua avvocata, l'ex ministra Giulia Bongiorno, sia stata partecipe, suo malgrado, del cedimento di una lastra di marmo da una delle pareti dell'aula in cui si è svolta l'udienza. "Chiederemo conto al ministro Bonafede. Quindi qua penso che si chiuderà un processo e se ne aprirà un altro", annuncia l'ex inquilino del Viminale.

Salvini è accusato di sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti, bloccata in mare tra luglio e agosto 2019 con il suo carico di migranti. Quando il leader della Lega arriva nella struttura del porto etneo dove tiene la sua conferenza stampa, prima di ripartire per Milano, il giudice per l'udienza preliminare ha deciso di rimandare tutto al 20 novembre e di sentire formalmente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese e gli ex ministri della Difesa e delle Infrastrutture, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli. È una notizia che lo rende "molto soddisfatto", lo ripete più volte, "lastre di marmo a parte", prosegue.

"Se questo è lo stato della giustizia in Italia… – continua Matteo Salvini – Ditemi se è normale che arrivi il 118 di un'aula di tribunale perché un pezzo di muro cade su un avvocato". La ferita per la senatrice Bongiorno sarebbe stata solo lieve e la lastra si sarebbe staccata, a sentire lo stesso Salvini, proprio mentre parlava con lui. I soccorritori hanno accompagnato Bongiorno in sedia a rotelle fuori dal tribunale e poi l'hanno aiutata a entrare in auto. "Ovviamente la responsabilità non la diamo al presidente del tribunale – premette Salvini – perché lui ha fatto decine di segnalazioni. Si può sorridere, però l'immagine che diamo dell'Italia nel mondo, da tutti i punti di vista, è perlomeno particolare".