Mario Simone, il carabiniere di Andria in concedo vittima di un agguato criminale nella sua casa brasiliana di San Salvador – dove viveva da circa 10 anni – non ce l’ha fatta. L'uomo, che aveva 53 anni, è morto domenica intorno alle 13 al Metropolitan Hospital, dove era ricoverato in gravissime condizioni a seguito delle ferite di arma da fuoco riportate durante la rapina nella sua abitazione subita la scorsa settimana. A un quadro clinico già drammatico si sono aggiunte complicanze renali subentrate dopo l'intervento chirurgico intestinale. A dare la  notizia del decesso di Simone è stata la sorella, residente a Bisceglie, tramite il fratello accorso sul posto per assistere l'uomo in ospedale.

Quella di Mario Simone è una tragedia che purtroppo non ha sorpreso i suoi familiari: erano stati proprio loro, nel maggio del 2016, a scrivere alla Farnesina segnalando le condizioni di scarsissima sicurezza in cui l'uomo viveva. Simone, infatti, aveva subito un tentativo di rapina ad opera di un uomo armato di pistola che, dopo essere entrato furtivamente nella sua abitazione, l'aveva aggredito con l'intenzione di ucciderlo per rapinarlo. Ne era nata una colluttazione nella quale fortunatamente l'ex carabiniere, grazie alla sua preparazione atletica, aveva avuto la meglio pur rimanendo ferito. Mario nel raccontare l’episodio a suo fratello aveva riferito di colpi di pistola andati a vuoto e del ritardo con cui la polizia era intervenuta, spiegando che quell'agguato l'aveva decisamente preoccupato. C'era, da parte sua e dei suoi familiari, il timore che si sarebbe consumata una vendetta.

Ed è effettivamente quello che potrebbe essere accaduto la scorsa settimana. Dopo essere entrati nella sua casa i malviventi hanno esploso contro Mario Simone 5 colpi di pistola, per poi tranciargli le dita di una mano con un macete.