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Caso Regeni, news sulle indagini

Giulio Regeni, quattro 007 egiziani a processo: Presidenza del Consiglio sarà parte civile

Ripartita l’udienza preliminare relativa al caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato e ucciso in Egitto nel 2016. In piazzale Clodio sit in con distribuzione di rose gialle. La mamma: “Oggi è una bella giornata”.
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A cura di Susanna Picone
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Ripartita oggi l'udienza preliminare del caso Regeni dopo la decisione della Consulta che ha fatto uscire il processo dalla stasi in cui versava da mesi. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata ammessa come parte civile nel procedimento a carico di quattro 007 egiziani accusati di avere torturato e ucciso nel 2016 il ricercatore italiano Giulio Regeni. È quanto ha deciso il gup di Roma, che ha rinviato a giudizio i quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell'omicidio.

Rinviati a giudizio i quattro 007 egiziani

Il processo è stato fissato dal giudice Roberto Ranazzi al prossimo 20 febbraio davanti alla Corte d'Assise della Capitale. Nei confronti degli imputati, a seconda delle posizioni, le accuse sono di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato. In aula oggi ci sono anche i genitori di Giulio Regeni.

I quattro 007 egiziani rinviati a giudizio sono Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abedal Sharif, imputati nell'ambito del procedimento penale sulla morte del ricercatore italiano. Il gip ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto di Roma Sergio Colaiocco.

"Siamo qui per confermare la piena vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e non solo alla scorta mediatica che questa mattina è qui per seguire quello che speriamo essere finalmente la partenza di un processo che è stato molto atteso e a lungo ostacolato ma anche a quel popolo giallo che ha tenuto accesa l'attenzione in questi anni di mobilitazione fin dal febbraio del 2016", le parole della segreteria del Pd, Elly Schlein, che ha preso parte a un sit all'esterno del tribunale.

A Roma, dove sono state distribuite rose gialle, presenti anche rappresentanti della Fnsi e Usigrai. "Siamo qui perché bisogna stare accanto ai familiari di Giulio – ha detto ancora Schlein – fino a quando non otterremo la piena verità su chi ha ucciso, su chi ha torturato e su chi sono i mandanti dell'efferato omicidio di un ricercatore italiano, di un ricercatore europeo. Chiediamo verità e giustizia e non ci fermeremo fino a quando non verrà fuori".

La mamma di Giulio Regeni: "Ringrazio tutti, oggi è una bella giornata"

"Ringraziamo tutti. Oggi è una bella giornata", ha detto Paola Deffendi, la mamma di Giulio Regeni, a margine della decisione del gup di Roma di rinviare a giudizio gli imputati.

"Le notizie di oggi sono la conferma della costituzione di parte civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, la presa d'atto del giudice delle motivazioni della Consulta e l'ulteriore notorietà anche in Egitto del procedimento a carico dei 4 imputati per il sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni", ha invece affermato, lasciando piazzale Clodio, l'avvocato Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Giulio. "Una notorietà legata anche al recente incontro tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani e Al Sisi durante il quale il ministro ha informato il presidente egiziano che si procederà in Italia contro i 4 imputati. Il giudice ha inoltre rigettato tutte le eccezioni compresa quella sulla giurisdizione perché non si può dubitare, come hanno fatto le difese degli imputati, che anche i ‘meri' sequestratori di Giulio gli hanno cagionato, catturandolo e tendendolo sequestrato per 9 giorni, sofferenze fisiche e psicologiche", ha aggiunto.

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