Circonvenzione di incapace ai danni di Gina Lollobrigida, è questa l'accusa da cui si dovrà difendere in tribunale Andrea Piazzolla, l'ex manager dell'attrice e curatore della società che gestiva i beni della diva. Per l'uomo nelle scorse ore infatti è arrivato il rinvio a giudizio così come disposto dal giudice per le udienze preliminari di Roma, Emanuela Attura, che ha accolto la richiesta della locale procura del Republic che indagava sul caso. La prima udienza del processo a carico di Piazzolla è stata fissata per il prossimo primo dicembre davanti al tribunale monocratico.

Al centro dell'inchiesta dei pm capitolini una serie di operazioni sospette sul patrimonio di Gina Lollobrigida, che sarebbero andate avanti dal 2013 al 2018,  e la contemporanea azione che sarebbe servita  per allontanare l'anziana attrice dai familiari. A far scattare le indagini, infatti, è stata proprio la denuncia del figlio e del nipote della Lollobrigida, Milko e Dimitri Skofic, secondo i quali la 92enne sarebbe stata raggirata dall'ex manager allontanata da loro cono scopo di impossessarsi del suo patrimonio. I due si sono anche costituiti parte civile nel processo. In particolare nel mirino degli inquirenti alcune spese di lusso  e vendite di appartamenti.

Proprio e seguito di quelle denunce Gina Lollobrigida è stata dichiarata "non più autonoma" dal Tribunale nel dicembre scorso con conseguente nomina di un amministratore di sostegno incaricato di occuparsi della gestione societaria e del suo patrimonio immobiliare. Una decisione mai accettata dall'attrice che ha sempre difeso il suo manager che dal suo canto ha sempre rigetta ogni accusa. Nel maggior scorso infine il giudice ha autorizzato il suo amministratore di sostegno a prelevare da casa sua ogni oggetto di valore per collocarlo in un caveau o in un deposito e quindi sottrarlo al suo uso quotidiano.