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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, attesa per le analisi sul tampone orale: perché potrebbero non rivelare a chi appartiene il Dna ignoto

Le cellule maschili trovato sul tampone salivare della bocca di Chiara Poggi sono un quantitativo sufficiente per risalire a un nome e cognome? La replica delle analisi si fanno oggi e potrebbero sciogliere i primi dubbi.
A cura di Giorgia Venturini
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Chiara Poggi
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Verranno fatte oggi le repliche delle analisi sul materiale genetico maschile trovato sul tampone salivare di Chiara Poggi. Oggi, quindi, potrebbero essere sciolti dei dubbi. Il primo: queste cellule sono un quantitativo sufficiente per risalire a un nome e cognome? C'è chi parla di 22 marcatori, mentre per il genetista della famiglia Poggi Marzio Capra – sentito da Fanpage.it – non ce ne sarebbero più di 16. E in qualsiasi caso "è sempre cromosoma Y quindi identifica parzialmente".

Certo è che non sarebbe l'unico reperto dell'incidente probatorio su cui sarebbe stata trovata traccia di cromosoma Y. Ma in un primo momento si è sempre parlato di una piccola quantità: "Una traccia per essere considerata qualcosa di significativo deve avere almeno un quantitativo di materiale di 100 picogrammi. In questi casi invece abbiamo trovati valori da 0,1. Se pensiamo a un tappetino del bagno, questo viene calpestato dalle scarpe e le scarpe raccolgono anche quello che c'è in giro. Un conto è raccogliere un profilo, un conto è raccogliere un centesimo di una cellula", aveva spiegato nei giorni scorsi Capra a Fanpage.it.

Ora però per la Procura questa nuova traccia sul tampone salivare di Chiara Poggi sarebbe una quantità tale da non parlare più e soltanto di contaminazione volontaria. Che sia forse il segno che ci sia stato un contatto diretto tra il suo assassino e la vittima? Anche questo sarà un punto da sciogliere negli esami di oggi. Si tratterebbe invece di contaminazione l'altra traccia di dna maschile trovata sullo stesso tampone: si tratterebbe di un quantitativo molto ridotto e associabile all'assistente del medico legale che eseguì l'autopsia.

Investigatori e inquirenti dopo tutto stanno lavorando sull'ipotesi che sulla scena del delitto si sia stato l'attuale indagato Andrea Sempio. Non a caso il capo d'accusa è di omicidio volontario in concorso con lo stesso Alberto Stasi (unico condannato per il delitto) o contro ignoti. Ovviamente è anche vero che essendo già stato condannato in via definitiva una persona per l'omicidio di Chiara Poggi non si può imputare lo stesso reato ad altra persona. Ecco quindi il "concorso". Tutto il resto per ora è solo ipotesi. Ma cosa giustificherebbe la presenza di un quantitativo così cospicuo nella bocca delle vittima?

Tra gli scenari possibili al vaglio degli investigatori ci sarebbe la possibilità (in 18 anni periti, giudici e medici hanno sempre detto che la ragazza non avrebbe avuto il tempo di difendersi in alcun modo) che possa aver morso il suo assassino. Oppure che il killer abbia provato a tapparle la bocca. Tra le ipotesi anche quella che Chiara Poggi abbia cercato di chiamare per chiedere aiuto: ci sarebbero tracce di sangue molto vicine alla cornetta del telefono di casa. Anche in questo caso però sono necessarie conferme.

Insomma, le prime risposte si avranno nella replica degli esami di oggi. Replica che si fa sempre quando la presenza di una possibile traccia genetica è diversa da zero.

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