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7 Dicembre 2020
15:55

“Fra dieci minuti suo padre morirà”, bufera su ospedale di Taranto: la Procura indaga

La Procura di Taranto ha avviato controlli sugli esposti e le denunce fatte da parte di alcuni familiari di degenti e di persone scomparse all’ospedale Moscati di Taranto. Tra le denunce quella di Angela Cortese che ha raccontato delle telefonate col padre moribondo nelle quali un dottore, urlando, le diceva “non collabora, è qui lucido e mi sente, fra dieci minuti morirà”.
A cura di Biagio Chiariello
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La Procura di Taranto ha avviato gli accertamenti sugli esposti e le denunce fatte da parte di alcuni familiari di degenti e di persone scomparse all’ospedale Moscati di Taranto. Diverse sono le segnalazioni e gli esposti alla Magistratura. Si parla di furti, oggetti personali scomparsi, carenza di assistenza ed anche atteggiamenti non corretti professionalmente da parte di medici e infermieri. Tutti episodi sui quali sono in corso i necessari accertamenti. Inoltre, è arrivato un richiamo del Tribunale del malato alla Regione e la convocazione del direttore dell’Asl Stefano Rossi, da parte del sindaco Rinaldo Melucci. A fare scalpore sono state in particolare le dichiarazioni di Angela Cortese, che ha perso per Covid il padre Francesco, 78enne ed ex poliziotto, ricoverato al Moscati. "Venitemi a prendere, qui muoio": così l'uomo si sarebbe rivolto alla figlia chiamandola col cellulare il 3 novembre qualche giorno dopo il ricovero. E alla richiesta di spiegazioni da parte della figlia, un medico, secondo quanto detto dalla stessa donna, le ha risposto: "Suo padre non collabora, non vuole mettersi la maschera Cpap, fra dieci minuti morirà, tenevi pronti". La donna parla di una vera e propria aggressione verbale da parte del medico.

Le denunce dei familiari delle vittime di Covid

Non è però l’unico caso. Come spiega Repubblica Bari, ci sarebbe corposo fascicolo in cui sono allegate  le testimonianze di altri familiari di pazienti ricoverati al Moscati, ma anche immagini che testimoniano le carenze dell’ospedale: ad esempio c'è il paziente che non ha più riavuto indietro il telefono con i ricordi del genitore, con quello sistemato per due giorni in una stanza “che sembrava un ufficio”, con la borsa degli indumenti sulle gambe. C'è poi una donna che denuncia come “la madre è rimasta senza cibo e non è stata cambiata per ore”. L'anziana è morta per Covid e la figlia ha affermato che dalla borsa della madre sono scomparsi degli effetti personali.

Taranto, si muovono le istituzioni oltre alla Procura

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha convocato il direttore generale Asl Taranto, Stefano Rossi, per un “chiarimento definitivo”. Per il sindaco, “si tratta di vicende che, se confermate, oltre a essere di una gravita’ inaudita, vanificherebbero gli sforzi che l’intera comunità sta compiendo e che, in particolare, stanno compiendo le istituzioni di ogni genere per garantire i diritti fondamentali dei cittadini in questo particolare periodo”. “Nessuna emergenza, infatti – commenta il sindaco di Taranto -, può giustificare abusi e superficialità o deroghe al corretto esercizio di qualsiasi genere di servizio essenziale”. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto, Cosimo Nume spiega che “anche l’Ordine avvierà una propria istruttoria per il puntuale accertamento dei fatti e gli eventuali adempimenti di competenza. Ma altrettanto chiedo che si evitino preventive condanne per episodi sui quali è giusto e doveroso che faccia luce l’Autorità Giudiziaria, opportunamente interessata e nella quale riponiamo massima ed incondizionata fiducia. Non posso non esprimere sincero sconcerto – aggiunge Nume – per il tono di alcuni articoli, comparsi su prestigiosi organi di stampa, ma mi trovo oggi a chiedermi se sia giusto il completo ribaltamento di quella narrazione nella pubblica opinione, con ricorrenti attacchi a quanti si adoperano quotidianamente senza risparmiarsi in questa terribile battaglia contro il virus per contendergli vite, e dunque storie e affetti”.

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