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La scorsa notte, in località Borgo La Rocca, un maliano di 30 anni è stato colpito in volto con un fucile a pallini. L'uomo è stato ferito mentre era in auto con un connazionale ed un ivoriano. La vittima è stata ricoverata al Policlinico Riuniti di Foggia: non è in pericolo di vita, ma le sue condizioni restano gravi. I tre stranieri stavano rientrando a Rignano, in località Torretta Antonacci, quando un suv li ha affiancati. Dal veicolo sono partiti alcuni colpi di fucile che hanno infranto il finestrino posteriore della Opel. Il suv ha immediatamente fatto perdere le proprie tracce mentre i tre migranti hanno abbandonato il veicolo e sono fuggiti nelle campagne.

Qualche minuto dopo, i tre hanno chiamato i soccorsi, accorgendosi delle ferite riportate dal 30enne. Sul posto sono intervenuti i carabinieri mentre la vittima è stata trasportata in ospedale in codice rosso. Gli altri due passeggeri sono stati invece ascoltati dai militari per ricostruire la dinamica dei fatti. Non è la prima volta che si verificano simili episodi: alcune notti fa, sempre in località Torretta Antonacci, qualcuno ha cercato di rubare il gasolio che serve ad alimentare l'impianto di illuminazione dell'area in cui sono collocati i container del centro di accoglienza. I residenti sono stati minacciati con una pistola da un uomo che è stato poi fermato qualche ora dopo. Nel frattempo le forze dell'ordine sono impegnate nella ricostruzione della dinamica dei fatti. Restano ancora ignote le generalità degli aggressori.

Un agguato contro i braccianti

L'attivista Aboubakar Soumahoro sottolinea come l'agguato sia di natura criminale: un episodio collegabile al Caporalato. "Questa notte un gruppo di individui armati ha nuovamente attaccato e sparato sui braccianti che rientravano nell'insediamento di Torretta – ha dichiarato il sindacalista e attivista Aboubakar Soumahoro -. In questi luoghi le persone possono essere soltanto schiavizzate e maltrattate. Non ci sono diritti, non c'è dignità: ci sono solo braccia da sfruttare. Non abbiamo alcuna possibilità di far valere le nostre ragioni di esistenza. Per fortuna abbiamo intrapreso il cammino di lotta grazie alla Lega Braccianti per un pari compenso e per i diritti sul lavoro. Porteremo a Roma la nostra voglia di riscatto sociale: in questa filiera esiste un fatturato miliardario mentre la nostra vita non conta nulla. Questo percorso non può essere fermato. Non lo facciamo solo per noi: lo facciamo per ognuno di voi. Bisogna scegliere da che parte stare: dalla parte degli sfruttati o degli sfruttatori. Non ci fermeremo e non ci fermerete. Chiediamo alle autorità di fare luce su quanto successo e di identificare i responsabili".

Si tratta del secondo episodio di questo tipo in 48 ore: alcuni malviventi hanno infatti attaccato nella notte di due giorni fa l'insediamento dei braccianti delle campagne foggiane. Soltanto uno degli aggressori è stato fermato dagli attivisti della Lega Braccianti, che lo hanno poi consegnato alle forze dell'ordine. Degli altri non vi è traccia. Il gruppo ha minacciato con le armi i residenti e ha cercato di rubare il gasolio che alimenta l'impianto elettrico dell'insediamento. "Invitiamo tutti a sostenere lo sciopero degli invisibili il prossimo 21 maggio", ha concluso l'attivista Soumahoro.