Si allarga il focolaio di Coronavirus scoppiato nel magazzino di Bartolini, oggi BRT, in zona Roveri a Bologna. I contagi sono infatti saliti a quota 113, tra cui sicuramente due driver, e dei quali ben 87 sono asintomatici. I primi casi erano stati registrati lo scorso 15 giugno, così come hanno confermato a Fanpage.it  sindacati e lavoratori, e nel giro di una quindicina di giorni sono cresciuti a livello esponenziale, tra i dipendenti del magazzino e i familiari di quest'ultimi. La situazione è ormai fuori controllo, per questo i Cobas nella serata di ieri hanno inviato una richiesta formale ai ministri Nunzia Catalfo e Stefano Patuanelli per un incontro urgente tra le parti "al fine di definire soluzioni atte da un lato a tutelare pienamente la salute dei lavoratori e della collettività, dall'altro a tutelare i livelli salariali e occupazionali", dal momento che "l'emergenza sanitaria sui luoghi di lavoro è tutt'altro che risolta: al contrario, la cronaca di questi giorni testimonia chiaramente come questi ultimi rappresentino i principali cluster di contagio".

L'allarme, infatti, non è scoppiato solo in Bartolini, ma anche in altri magazzini di logistica del territorio. "Solo oggi si è avuta notizia di 2 casi positivi e di una quarantina di lavoratori in quarantena, su un totale di 400 dipendenti, nella ditta di consegne Sda", ha precisato a Fanpage.it Simone Carpeggiani, coordinatore provinciale di SiCobas. "Il fatto è che ogni giorno c'è qualcosa di nuovo e per questo siamo molto preoccupati", aveva commentato lo stesso Carpeggiani che aveva definito "i numeri dei contagi alla BRT di Bologna come la punta dell'iceberg di un problema ben più grosso: solo nei poli logistici del capoluogo bolognese si registrano in queste ore nuovi focolai alla TNT, alla DHL e alla CDL (distribuzione quotidiani); per non parlare della vera e propria mattanza che nel pressochè totale silenzio dei media si è prodotta in questi mesi nei magazzini del milanese, del piacentino, del bergamasco e del bresciano".