Roberto Guadagnolo, 58 anni, ex calciante dei Verdi, è finito di nuovo finito nei guai. Nella tarda mattinata di ieri è stato arrestato dai carabinieri all'interno dell'appartamento della madre, una pensionata di 91 anni – nella zona di Scandicci (Firenze) –  dove stava scontando gli arresti domiciliari. Secondo quanto riferito, si sarebbe barricato in casa dell’anziana donna, rifiutando di fare entrare persino il fratello. Poi, armato di un taglierino, ha minacciato sia la genitrice sia gli operatori del 118 e i carabinieri intervenuti sul posto. Al 58enne sono ora contestati i reati di sequestro di persona, minacce aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Guadagnolo è già alle noto alle cronache degli anni ottanta fino a quando fu accusato di tentato omicidio.

I fatti nella mattinata di ieri 11 ottobre. A chiedere l’intervento dei militari, poco prima di mezzogiorno, sono stati dei cittadini i che hanno sentito le urla dell’anziana madre di Guadagnolo. Giunti sul posto, i carabinieri hanno preso contatti con uno dei fratelli dell’ex giocatore di calcio storico fiorentino. L'uomo, è stato spiegato, si era barricato in casa, minacciando la madre in sedia a rotelle con un taglierino. Una situazione delicata considerato anche il comportamento instabile del 58enne come dimostrato dal fatto che avrebbe frantumato una portafinestra perché aveva terminato delle medicine. Dopo un primo tentativo di entrare, simulando un normale controllo di persone detenute ai domiciliari, è stato richiesto l’intervenuto del negoziatore, di una squadra dell’Aliquota di Primo Intervento e del personale del 118.

Ad aprire la porta è stata l’anziana madre, impaurita ma in buone condizioni fisiche. Il figlio, alla vista dei militari e dopo avere richiesto per l’ennesima volta le medicine che aveva finito, appreso della loro mancanza da parte del personale medico, ha inveito contro gli operanti scagliando contro di loro anche una sedia, per fortuna senza conseguenze. Pochi istanti dopo, ha indossato un casco protettivo da motociclista, i pantaloni e le scarpe, infilato un taglierino nella tasca e si è diretto con fare minaccioso verso i militari, intimando loro di uscire dall’abitazione sennò li avrebbe aggrediti tutti. A quel punto, fallito il tentativo di mediazione e vista l’indole violenta dell’uomo, è stato necessario l’utilizzo dello spray urticante. Quindi l’intervento dell’Aliquota di Primo Intervento: gli specialisti lo hanno bloccato, rendendolo inoffensivo. L’ex calciante, dopo essere stato visitato al pronto soccorso, è stato portato al carcere di Sollicciano.