La scomparsa di Kata a Firenze

Firenze, la mamma di Kata condannata a 2 anni e 4 mesi: ferì al volto una donna con una lama in discoteca

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Una foto di Kata e della mamma Katherine
Katherine Alvarez, mamma di Kata, è stata condannata a 2 anni e 4 mesi per aver ferito al volto una donna nella discoteca Tenax di Firenze. La vittima riportò cinque ferite e 18 punti di sutura. Per lei è stata disposta una provvisionale di 5mila euro.

Katherine Alvarez, la madre di Kata, la bambina peruviana di cinque anni scomparsa dall'ex hotel Astor di Firenze il 10 giugno 2023, è stata condannata a 2 anni e 4 mesi per aver ferito un'altra donna in una discoteca fiorentina. La sentenza è stata pronunciata il 6 ottobre dal giudice Alessandro Azzaroli al termine del processo celebrato con rito abbreviato. La vittima, che si era costituita parte civile, riceverà una provvisionale di 5mila euro.

I fatti risalgono alla notte del 20 novembre 2023, pochi mesi dopo la scomparsa della bambina, e avvennero al Tenax di via Pratese. Secondo la ricostruzione dell'accusa, le due avevano avuto un primo alterco e si erano poi incontrate nuovamente nei bagni del locale. La discussione era degenerata: Alvarez avrebbe afferrato l'altra per i capelli, abbassandole la testa, per poi colpirla più volte al volto con un oggetto tagliente.

L'intervento degli addetti alla sicurezza aveva interrotto la lite. Sul posto erano poi arrivate le forze dell'ordine, mentre la ferita era stata accompagnata a ricevere le cure mediche. Aveva riportato cinque tagli al volto, tra la guancia e la parte alta della testa, che avevano richiesto 18 punti di sutura. La prognosi iniziale era stata di 20 giorni e sul viso era rimasta una cicatrice. Alla madre di Kata era stata contestata una lesione permanente al volto, aggravata dall'utilizzo di un oggetto tagliente.

L'oggetto utilizzato non è mai stato recuperato. Nel procedimento si è parlato di un corpo appuntito e tagliente, con l'ipotesi che potesse trattarsi di un piccolo coltello o della linguetta di una lattina. Non è quindi stato trovato un coltello riconducibile con certezza all'episodio.

Alvarez ha fornito una versione diversa, sostenendo di essere stata aggredita per prima e di essersi difesa. La donna aveva inoltre negato di avere con sé un coltello. La sua difesa, affidata all'avvocato Lorenzo Tombelli, ha evidenziato la gravità concreta delle conseguenze riportate dalla vittima. Anche la Procura, pur chiedendo la condanna, aveva riconosciuto la tenuità della lesione, ritenendo che la cicatrice non avesse provocato una sensibile alterazione dei lineamenti del viso. Nel procedimento sono state riconosciute le attenuanti generiche.

La condanna è arrivata in linea con la richiesta del procuratore Gabriele Mazzotta. La parte civile, rappresentata dall'avvocata Simona Ricci, aveva chiesto il riconoscimento dei danni subiti. Il giudice ha stabilito una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro, mentre l'eventuale ulteriore risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile.

Le motivazioni della sentenza dovrebbero essere depositate entro 90 giorni. La difesa potrà quindi valutare le successive iniziative giudiziarie. In caso di mancato appello, la pena potrà inoltre beneficiare dell'ulteriore riduzione di un sesto prevista per il rito abbreviato.

La vicenda giudiziaria riguarda esclusivamente l'episodio avvenuto nella discoteca fiorentina e non è collegata al procedimento sulla scomparsa di Kata, che prosegue separatamente per quanto la procura abbia chiesto l'archiviazione delle indagini.

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