Forse pensavano di poterla fare franca, magari contando sullo spavento delle vittime prese a calci e pugni solo perché gay, ma la scelta di queste ultime di presentare immediata denuncia alle forze dell’ordine ha fatto scattare subito una indagine che ora è vicinissima alla identificazione del gruppo di aggressori. Stiamo parlando del violento attacco ai danni di una giovane copia gay avvenuta nel centro di Padova nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 settembre. Sia la coppia, formata dal 26enne Mattias Zouta di Padova e dal 21enne studente di Mestre Marlon Landolfo, sia il loro amico, picchiato perché era corso in loro soccorso, infatti hanno presentato denuncia ai carabinieri che si sono subito mossi acquisendo e visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Proprio dalla visione dei video delle telecamere gli inquirenti ora sarebbero vicinissimi all’identificazione dei responsabili dell’aggressione omofoba. Come ricostruito dagli stessi ventenni vittime dell’assalto, si tratterebbe di un gruppo composto da quattro uomini e due donne. Il gruppo sarebbe scattato all’assalto dopo aver visto un semplice gesto di affetto tra i due fidanzati che si erano scambiati un bacio mentre passeggiavano nei pressi di Piazza delle Erbe. “Le frasi violente e piene di odio che sono state gridate dagli assalitori avevano un chiaro messaggio omofobo nei nostri confronti, e sono sintomo di ignoranza e odio verso il diverso” hanno dichiarato le due vittime al cui fianco si è schierata la comunità padovana.

“Nella speranza che vengano al più presto individuati i responsabili, va ribadito che Padova è una città libera che non tollera prevaricazioni” ha dichiarato lo stesso sindaco di Padova Sergio Giordani. Nel frattempo la coppia ha chiamato all’appello amici e sostenitori, organizzando una manifestazione contro l’omofobia. “Vogliamo vivere le nostre vite libere dalla paura – spiegano Mattias e Marlon – ma siamo consapevoli di poterlo fare solo attraverso la costruzione di una cultura diversa, che porti nelle nostre città iniziative e progetti che includano e valorizzino quelle differenze meravigliose che ci rendono ciò che siamo. Oggi ci troviamo ad affrontare un problema che per anni abbiamo nascosto come polvere sotto il tappeto, riteniamo che questi episodi siano la manifestazione di un sistema che educa ed abitua all’intolleranza e all’odio nei confronti delle persone definite “diverse”, viste come una minaccia per la società, con i loro comportamenti e per la loro stessa identità” hanno scritto i due ventenni invitando a partecipare a un presidio attivo per mercoledì 23 settembre alle ore 18.00 in Piazza delle Erbe.