Festa della Liberazione, 25 aprile con le polemiche tra Anpi e Comunità ebraica

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Il presidente della Repubblica all’Altare della Patria insieme alle più alte cariche dello Stato ma alla manifestazione unitaria di Roma non parteciperà la comunità ebraica per la presenza della rappresentanza palestinese. Polemiche anche a Milano.
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Con la solenne cerimonia presso la tomba del milite ignoto all'Altare della Patria, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha aperto anche quest'anno le celebrazioni ufficiali per la Festa della Liberazione. Saranno tanti però i momenti e le manifestazioni che nella giornata del 25 aprile animeranno l'Italia intera da nord a sud con cortei, eventi e commemorazioni a mausolei e lapidi come quello  al mausoleo delle Fosse Ardeatine, dove il premier Gentiloni si è recato per la deposizione di una corona d'alloro. "Il 25 aprile fu il giorno del riscatto dell'Italia e dovere di tutti ricordare chi ha combattuto per la nostra libertà contro gli orrori della dittatura" ha scritto in mattinata su twitter il presidente del Consiglio.

Durante la cerimonia è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico: "La resistenza rappresenta per tutti -un punto di riferimento irrinunciabile nella vita democratica del Paese: il 25 aprile è il giorno in cui rendere il doveroso omaggio alle donne e agli uomini che offrirono la propria vita per la liberazione dell'Italia. Questo grande patrimonio ideale deve poter continuare ancora oggi a esprimersi, richiamando le giovani generazioni ai valori della pace e della solidarietà" ha dichiarato Fico. Anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati si è soffermata sull'importanza della memoria legate alla Resistenza: "Mio padre, condannato a morte per il suo antifascismo, venne liberato proprio il 25 aprile 1945. I suoi principi e i suoi valori di riferimento, nel segno e nel sogno della libertà, sono stati gli insegnamenti che hanno sempre ispirato la mia vita e la mia attività politica e professionale".

"Non era, quella fascista la Patria che aveva meritato il sacrificio eroico di tanti soldati italiani. La Patria, che rinasceva dalle ceneri della guerra, si ricollegava direttamente al Risorgimento, ai suoi ideali di libertà, umanità, civiltà e fratellanza. Non fu, dunque, per caso, che gli uomini della brigata Maiella scelsero per se stessi la denominazione di patrioti. La stessa dei giovani che andavano a morire in nome dell'Unità d'Italia". ha detto invece Mattarella che invece si è recato a Taranta Peligna, in provincia di Chieti, per omaggiare il sacrario della brigata Maiella. "La Resistenza fu un movimento corale, ampio e variegato, a lungo rappresentato quasi esclusivamente come sinonimo di guerra partigiana, nelle regioni del Nord d'Italia o nelle grandi città. Le tante insurrezioni, da Napoli a Matera, da Nola a Capua, alle tante avvenute in Abruzzo, attestano la percezione da parte degli italiani della posta in gioco: da una parte i massacratori, gli aguzzini, i persecutori di ebrei; dall'altra la civiltà, la libertà, il rispetto dei diritti inviolabili di ogni persona" ha concluso il Capo dello Stato.

Per il 73esimo anniversario della Festa della Liberazione d'Italia, però, non sono mancate le polemiche anche aspre che hanno preceduto la manifestazione più grande in programma a Roma. Mentre le più alte cariche dello Stato si sono incontrate all'Altare della Patria, infatti, l'Associazione nazionale Partigiani ha organizzato un corteo unitario per le vie della Capitale a cui però la Comunità ebraica ha scelto di non prendere parte. Il motivo è la presenza di una rappresentanza palestinese che ha dichiarato di voler sfilare indossando bandiere e kefiah.  "In questa giornata bisogna portare rispetto alla storia e ai suoi protagonisti", ha spiegato in una nota la brigata ebraica, definendo quelli palestinesi "simboli estranei allo spirito del 25 aprile".

La brigata ebraica ha deciso comune di essere in piazza raccogliendosi in un luogo diverso dalla manifestazione Anpi. I membri della Comunità si son recati  alle Fosse Ardeatine e successivamente a Via Tasso per un momento pubblico di raccoglimento per ricordare la Liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Anche a Milano, nonostante i numerosi e ripetuti appelli della vigilia, il Fronte Palestina ha infatti annunciato che sarà all’altezza di piazza San Babila per protestare contro la presenza delle bandiere con la stella di Davidche parteciperanno al corteo principale in programma dalle 14 da corso Venezia per finire in piazza Duomo. Manifestazioni locali però sono previste in ogni città con la partecipazioni di autorità istituzionali e politiche.

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