Famiglia uccisa dal monossido a Lucca, decine di giovani per la veglia di ricordo. Presente anche lo zio

Tantissime persone hanno partecipato alla veglia nella chiesa di Porcari per la famiglia Kola, sterminata dalle esalazioni di monossido di carbonio respirate in casa nella sera del 4febbraio. Presente anche lo zio che ha trovato i cadaveri. L’uomo è stato dimesso dall’ospedale.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Tutta Porcari ha partecipato alla veglia nella chiesa di San Giusto per la famiglia Kola, uccisa dalle esalazioni di monossido di carbonio poco prima di sedere a tavola nella loro casa comprata circa un anno e mezzo fa. I fatti sono avvenuti nella sera del 4 febbraio e l'intera cittadinanza si è riunita per ricordare Arti Kola , la moglie Jonida e i figli, Hajdar (22 anni) e Xhesika (15 anni). La famiglia era molto conosciuta in città e rispettata dai residenti: Arti era arrivato dall'Albania ormai 10 anni fa e aveva deciso di crearsi un futuro proprio a Porcari, a Lucca.

La sera del 4 febbraio, la famiglia si è sentita male per via delle esalazioni di monossido. Il figlio avrebbe cercato di allertare i soccorsi, ma durante la telefonata avrebbe fornito il numero civico sbagliato, probabilmente stordito dal monossido. Lo zio si è successivamente recato a casa loro preoccupato perché non era riuscito a sentirli al telefono. Le esalazioni hanno purtroppo colpito anche lui: subito dopo l'ingresso in casa con i soccorritori, l'uomo si è sentito male ed è stato ricoverato.

Per stare vicino alla comunità e ricordare la famiglia Kola, è arrivato nella chiesetta di Porcari anche il cardinale Ernest Simoni. "Sono vicino alla famiglia dei miei conterranei albanesi – ha detto il cardinale Simoni – Ho voluto essere qui per stringermi con l'affetto e la preghiera all'intera comunità e portare la consolazione delle fede".

La chiesa era gremita di persone, in particolare di ragazzi con le lacrime agli occhi. I giovani hanno infatti voluto ricordare Hajdar e Xhesika che in paese avevano moltissimi amici. Dopo la veglia, Simoni si è trattenuto a lungo con i parenti, in particolare con lo zio, al quale ha parlato in albanese esprimendo le sue condoglianze.

Il parroco don Americo Marsili, che non ha ammesso telecamere in chiesa durante la veglia, ha celebrato la messa e accolto il ricordo di decine di ragazzi che conoscevano le giovani vittime. "Porcari – ha detto al termine il sindaco Leonardo Fornaciari – ha abbracciato la famiglia Kola e gli amici".

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