Evan, il bambino di 21 mesi che lunedì è morto all'ospedale Maggiore di Modica, in provincia di Ragusa, dove era arrivato in condizioni disperate e con lividi su tutto il corpo, potrebbe essere stato ucciso dalle violenze che gli sono state inflitte dal convivente della madre, violenze alle quali la donna non si sarebbe opposta in nessun modo. È questa l'ipotesi degli inquirenti che indagano sulla tragedia familiare e che lunedì sera hanno posto in stato di fermo sia l'uomo che la donna, entrambi residenti in una palazzina delle case popolari di Rosolini, in provincia di Siracusa, nello stesso complesso dove tre anni fa si consumò un altro delitto, quello di Laura Pirri, 32 anni, bruciata viva dal compagno, poi condannato all’ergastolo in primo grado.

A dare l'allarme al 118 lunedì è stata Letizia Spatola, mamma di Evan: il piccolo è stato trasportato all'ospedale di Modica in condizioni disperate e i medici, durante i tentativi di rianimarlo, hanno subito notato i lividi sul collo, sul torace e sulla testa. La scoperta ha spinto il direttore sanitario dell’ospedale Maggiore Piero Bonomo a dare disposizione di avvisare la polizia, di conseguenza gli agenti del commissariato di Modica, guidati dal vicequestore Corrado Empoli, hanno ricostruito quanto accaduto. La mamma non avrebbe raccontato da subito i maltrattamenti subiti dal bambino, tuttavia i poliziotti sono riusciti ad accertare le violenze inflitte al piccolo e già lunedì sera è stato fermato Salvatore Blanco, 32 anni, convivente della donna. Non è lui il papà di Evan, che lavora fuori dalla Sicilia ed è separato dalla moglie. Le manette sono scattate anche per la madre, accusata di non avere fermato la violenza del convivente sul figlio.

Quella di Evan sarebbe stata una tragedia annunciata: suo padre, infatti, il mese scorso aveva presentato un esposto contro ignoti per maltrattamenti dopo che la nonna paterna del bambino aveva notato dei lividi all'orecchio del piccolo documentandoli con delle foto: "Il bambino era malridotto — dice al Corriere il compagno della nonna di Evan —. Avevamo parlato agli assistenti sociali, raccontando loro degli ematomi. Ci eravamo rivolti ad un avvocato perché la madre inventava tante scuse per giustificare quei segni. Da mesi ci battevamo, ora vogliamo la verità». Le indagini sono coordinate dalla Procura di Siracusa. I reati ipotizzati sono omicidio volontario in concorso, maltrattamenti e lesioni.