Escursionisti scalano il Croda Granda poi distruggono la Madonnina e le targhe in memoria di due giovani morti
C'è chi scala una montagna per godere del panorama da una vetta, c'è chi lo fa per misurarsi con i suoi limiti fisici, chi per allenarsi e chi, semplicemente, perché adora stare immerso nella natura. Ci sono mille ragioni che possono portare un uomo o una donna ad affrontare la fatica di un trekking, ma tra queste non dovrebbe mai esserci commettere un atto di vandalismo. Eppure è quello che è accaduto sulla Croda Granda, in provincia di Belluno, dove la Madonnina posizionata in cima e persino le targhe che ricordano la drammatica morte di due ragazzi in montagna sono state divelte e la statua gettata in un canalone.
A renderlo noto la stessa amministrazione comunale di Gosaldo, come riporta RadioPiù. "Chi sale in quota munito di attrezzi per distruggere ed eradicare i simboli della nostra montagna non è un escursionista", comunicano dal Comune. Un episodio oltretutto non isolato perché va ad aggiungersi a quanto accaduto al Bivacco Giovanni Menegazzi che gli Alpini di Gosaldo hanno deciso di chiudere dopo i continui atti vandalici che lo avevano riguardato.
A questi episodi, come ricorda Il Dolomiti, se ne devono aggiungere molti altri, a partire dai rifiuti abbandonati in rifugi, bivacchi e persino sui sentieri, oltre ad altri atti vandalici come quelli registrati a Malga Camp e i libri di firme trafugati sia al Bivacco Reali che sulla Croda Granda. L’Amministrazione comunale di Gosaldo ha fatto comunque sapere di essere in contatto con le forze dell’ordine per agevolare le indagini e individuare i responsabili. L'appello rivolto alla comunità è di segnalare: chi nelle scorse settimane avesse notato movimenti sospetti o persone con attrezzi insoliti lungo i sentieri è invitato a riferire tempestivamente alle autorità competenti.