Mattia, il ’paziente 1’ di Codogno
in foto: Mattia, il ’paziente 1’ di Codogno

È nata Giulia, la figlia di Mattia, il ‘paziente 1' di Codogno. La notizia della nascita è stata divulgata dai residenti del comune di Codogno, in provincia di Lodi, uno dei primissimi focolai dell'epidemia di coronavirus nel nostro Paese. Mattia, ricoverato il 19 febbraio scorso all'ospedale del paese e poi trasferito al San Matteo di Pavia, è guarito ed è stato dimesso dopo tre settimane di terapia intensiva. Il suo è stato il primo caso di Covid-19 diagnosticato in Italia. Durante il suo ricovero ha saputo della morte del padre, anche lui contagiato e ricoverato in ospedale in terapia intensiva.  La moglie, Valentina, era risultata positiva al coronavirus anche lei ed era stata ricoverata e poi dimessa dall'ospedale Sacco.

L'audiomessaggio di Mattia: "Tornare a respirare, la cosa più semplice e bella"

Quando è stato dimesso , Mattia ha registrato un audiomessaggio che la Regione Lombardia ha trasmesso prima della consueta conferenza stampa. Ha parlato dell'esperienza di tornare a respirare autonomamente, "la cosa più semplice e bella" e poi ha dichiarato: "E' difficile dopo questa esperienza fare un racconto di quello che mi è successo. Mi ricordo il ricovero a Codogno, poi mi hanno raccontato che per 18 giorni sono stato in terapia intensiva. Dopo essere stato trasferito nel reparto di malattie infettive, ho cominciato ad avere un contatto con il mondo reale e a fare la cosa più semplice e bella: respirare".

"Da questa esperienza ho imparato che è fondamentale stare in casa. Io sono stato fortunato ma ora potrebbero non esserci i mezzi, medici e materiali per guarire tutti. Ora chiedo a tutti i media di rispettare la privacy mia e della mia famiglia perché vorremmo proprio dimenticare questa brutta esperienza e tornare alla nostra normalità", ha detto ancora Mattia.