Dove si lavora meglio in Italia, la classifica delle migliori 100 aziende secondo i dipendenti: Lavazza prima
Lavazza resta in cima alla classifica delle migliori aziende dove lavorare in Italia: è il secondo anno consecutivo che il gruppo conquista il primo posto con il punteggio massimo di 10. Alle sue spalle si piazzano De Cecco e FinecoBank, entrambe con 9,68 punti. Sul podio non ci sono soltanto grandi gruppi privati: tra le prime posizioni compaiono anche istituzioni pubbliche, strutture sanitarie e realtà del mondo della formazione. L'Istituto nazionale dei tumori è quarto, Gabetti quinta, l'Accademia delle Belle Arti di Napoli sesta e Banca d'Italia settima.
È il risultato della settima edizione di Italy's Best Employers, la classifica realizzata da Statista che fotografa la percezione dei lavoratori nei confronti delle aziende presenti in Italia. L'indagine ha raccolto oltre 300 mila valutazioni attraverso il panel online e il questionario pubblicato su Corriere.it, coinvolgendo più di 20 mila dipendenti. Complessivamente sono state analizzate circa 5 mila aziende, mentre quelle che hanno ottenuto i punteggi migliori e rispettato i requisiti richiesti sono state inserite nella graduatoria finale, che comprende 450 datori di lavoro.
La classifica prende in considerazione aziende con almeno 250 dipendenti in Italia, senza distinzione di settore. Il risultato non viene determinato semplicemente chiedendo ai lavoratori se siano soddisfatti del proprio impiego. Tra gli elementi principali c'è la disponibilità a raccomandare il proprio datore di lavoro, insieme alla propensione a consigliare altre aziende dello stesso settore. Il giudizio sui propri datori di lavoro pesa maggiormente nel risultato finale.
Lavazza davanti a De Cecco e FinecoBank
Il risultato conferma dunque Lavazza al vertice per il secondo anno consecutivo. Il gruppo raggiunge il punteggio massimo di 10, mentre De Cecco e FinecoBank si fermano a 9,68. La quarta posizione è occupata dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, con 9,60, seguita da Gabetti e dall'Accademia delle Belle Arti di Napoli.
Il dato più interessante è forse la distanza tra la notorietà di un marchio e la sua posizione nella graduatoria. Google è decima, mentre altri colossi internazionali scivolano molto più indietro. Microsoft si trova al 120° posto, Apple al 441°. Anche tra le grandi aziende italiane le differenze sono marcate: Intesa Sanpaolo è 73ª, Enel 95ª, Eni 111ª, Ferrero 165ª, Lidl 168ª e UniCredit 430ª.
La classifica, quindi, non coincide con una graduatoria delle aziende più grandi o più conosciute e nemmeno con una valutazione diretta di stipendi, fatturato o benefit. Il parametro centrale è la percezione dell'esperienza lavorativa espressa attraverso le valutazioni raccolte dall'indagine.
L'intelligenza artificiale entra tra le preoccupazioni dei lavoratori
Tra gli elementi che emergono dall'edizione 2027 c'è anche il cambiamento delle priorità nel mondo del lavoro. Accanto alla richiesta di un migliore equilibrio tra vita professionale e privata e alla necessità per le aziende di attrarre e trattenere i lavoratori più qualificati, cresce il peso dell'intelligenza artificiale.
Per Valerie Schena Ehrenberger, ceo di Valtellina Lavoro e presidente di Ecssa, la diffusione dell'intelligenza artificiale non significa necessariamente una riduzione dell'occupazione. "Oggi la presenza ormai capillare dell'Ai nella routine aziendale non azzera l'occupazione ma riorganizza le mansioni assorbendo attività ripetitive per lasciare spazio alla progettualità", ha spiegato. Secondo Schena Ehrenberger, la risposta dei lavoratori passa dalla valorizzazione delle capacità che la tecnologia non può sostituire, come empatia, pensiero critico e creatività.
Una posizione simile è quella di Tomaso Mainini, amministratore delegato di Michael Page. In un mercato del lavoro trasformato dall'intelligenza artificiale, sostiene, la differenza non viene fatta soltanto dalla tecnologia ma dalla capacità delle aziende di accompagnare i dipendenti nei cambiamenti. Formazione continua, comunicazione trasparente e sviluppo delle competenze diventano quindi elementi importanti per costruire fiducia.
Dalla flessibilità alla trasparenza degli stipendi
La qualità dell'ambiente di lavoro non riguarda però soltanto la possibilità di lavorare da remoto o i benefit. Un altro tema destinato ad avere un peso crescente è quello della trasparenza salariale, anche alla luce della direttiva europea che interviene sui criteri di determinazione delle retribuzioni.
Secondo Mainini, le aziende sono chiamate a rendere più comprensibili già durante il processo di selezione i criteri utilizzati per stabilire gli stipendi e le possibilità di crescita professionale. Per i lavoratori, quindi, il rapporto con l'azienda non si esaurisce nella retribuzione o nella flessibilità: conta anche la percezione di trovarsi all'interno di un percorso professionale coerente con quanto promesso al momento dell'assunzione.
Per Schena Ehrenberger, inoltre, un buon clima lavorativo non è un elemento secondario: può avere conseguenze sulla produttività e sul coinvolgimento delle persone, contribuendo a ridurre il rischio di burnout e favorendo una maggiore partecipazione alla vita dell'azienda.
La classifica delle migliori aziende dove lavorare in Italia
1. Lavazza
2. De Cecco
3. FinecoBank
4. Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
5. Gabetti
6. Accademia Delle Belle Arti di Napoli
7. Banca d'Italia
8. Roche
9. Thales Alenia Space
10. Google
11. Hitachi Rail
12. Bialetti
13. Avio Aero
14. Finder
15. Coesia
16. Baker Hughes
17. Italgas
18. Menarini Group
19. ASL Novara
20. Università degli Studi di Salerno
21. Banca Ifis
22. Novartis
23. Rhiag
24. Fileni
25. Granarolo
26. Ignazio Messina
27. Cdp
28. Barilla
29. Coldiretti
30. Würth Italia
31. Sky
32. Prysmian Group
33. Trentino Trasporti
34. DiaSorin
35. Automobili Lamborghini
36. Esprinet
37. Zalando
38. Maiora
39. Dolomiti Energia
40. Indel B
41. Kos
42. Tetra Pak
43. Runner Marketing
44. Sorgenia
45. Ingersoll Rand
46. Stellantis
47. Leonardo
48. Gruppo Megamark
49. Multiservizi
50. DS Smith
51. Monge
52. Gattinoni Travel
53. Bayer
54. Webuild
55. Ospedale Policlinico San Martino
56. Cisco
57. Autostrade per l'Italia
58. Cassina
59. OMRON Italia
60. O-I
61. Chiesi
62. Pfizer
63. AP Commerciale (Sole365 e La Speseria)
64. Reale Mutua
65. Mutti
66. Banca Mediolanum
67. PHOENIX Pharma Italia
68. Dolce & Gabbana
69. Bofrost
70. Generali Italia
71. Abiogen Pharma
72. Foot Locker
73. Intesa Sanpaolo
74. MTA
75. CGT
76. Brembo
77. Ferrovie dello Stato Italiane
78. I.M.A.
79. Save
80. Honeywell
81. Marcegaglia
82. Engie
83. Enea
84. CLF – Costruzioni Linee Ferroviarie
85. Cassa Padana Banca di Credito Cooperativo
86. Enav
87. Alpitour
88. Coca-Cola
89. HBC
90. Siemens
91. LyondellBasell
92. Bosch
93. Scavolini
94. Guala Closures
95. Enel
96. Horizon Service
97. Benelli Armi
98. Valeo
99. Ermenegildo Zegna Group
100. Michelin Pfe