Dove conviene fare la spesa in Italia: la classifica 2026 dei migliori supermercati secondo Altroconsumo

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Immagine di repertorio.
L’indagine di Altroconsumo ha preso in esame 1.158 supermercati, ipermercati e discount in 67 città italiane. Scegliere quelli più convenienti può far risparmiare fino al 40% sulla spesa media annua. Ecco quali sono le catene e i punti vendita più economici.

Altroconsumo ha presentato i risultati dell'indagine annuale su supermercati, ipermercati e discount. Sono stati presi in esame 1.158 punti vendita e circa 1,5 milioni di prezzi su differenti prodotti in 67 città italiane.

In un periodo in cui la spesa alimentare corrisponde a circa il 19% del bilancio familiare, scegliere con attenzione dove e cosa acquistare può fare la differenza. Selezionare con attenzione il supermercato più conveniente può infatti far risparmiare fino a 3.790 euro l'anno a una famiglia di quattro persone.

Stando a quanto emerso dall'indagine, i prezzi restano elevati, pur aumentando più lentamente. È stato registrato un +1% a febbraio-marzo 2026 nei discount, iper e super visitati, contro il +2% rilevato nel 2025.

A pesare però sono la forte inflazione di questi ultimi anni (nel 2023 un +12%) e la guerra in Iran, con rincari su petrolio ed energia che potrebbero avere ripercussioni anche sulla spesa.

Quali sono le catene più convenienti secondo Altroconsumo

Dall'indagine è emerso che Eurospin risulta anche quest'anno la catena che garantisce il massimo risparmio sui prodotti più economici, fino a 3.790 euro annui per una famiglia di quattro persone. Spazio Conad, invece, emerge come la scelta migliore per i prodotti a marchio del supermercato, con un risparmio del 19% rispetto all'insegna più cara.

Ci sono poi Eurospin In's che si confermano i discount più convenienti per la spesa mista, mentre Dok è la new entry più economica tra super e iper. Per chi invece preferisce fare la spesa scegliendo solo prodotti di marca, Ipercoop Spazio Conad garantiscono il maggior risparmio.

I supermercati più competitivi città per città

Altroconsumo ha riscontrato che molti dei punti vendita più convenienti si trovano nelle regioni del Nord, in Veneto in particolare e in Lombardia. Nell'indagini di quest’anno però emerge con forza anche la Toscana.

Il negozio più competitivo è il Mega di Treviso. Al secondo posto troviamo invece due Coop di Lucca e l’Iperal di Cinisello Balsamo (Milano). Scegliendo questi punti vendita nelle tre città si può risparmiare intorno ai 6.500 euro all’anno, circa 900 euro in meno rispetto a quanto spendono in media i vari tipi di famiglie, secondo la stima di Altroconsumo (7.390 euro).

Pochi sono invece i punti vendita più convenienti al Sud: il primo è Spazio Conad di Cavallino, vicino Lecce, seguito da Spazio Conad di Taranto e Ipercoop di Foggia. Gli indirizzi più cari dell’indagine sono invece un Carrefour Market di Bologna, uno di Genova e un Despar di Cagliari.

A parte i singoli negozi, però, le città in cui, mediamente si spende meno sono quelle della Toscana, regione che vince anche su Veneto e Lombardia. Pistoia, Lucca, Firenze e Prato sono le più economiche, con una spesa media annua a famiglia di circa 6.900 euro.

Seguono poi la lombarda Mantova e altre città toscane e venete; ultime, con una spesa media di 7.700 euro circa, sono Genova, Sassari, Aosta e Teramo.

Le regioni dove si risparmia di più

A livello regionale si trovano differenze importanti sul risparmio. Secondo Altroconsumo, il Veneto e il Trentino-Alto Adige risultano le aree più economiche per fare la spesa, mentre Valle d'Aosta e Lazio si confermano le più care, con un divario di spesa del 13%.

Le regioni in cui la spesa incide di più sono Calabria e Campania, dove assorbe il 19%, in Sicilia, Molise e Puglia il 18%, in Basilicata il 17%. Sono tra le regioni con i redditi familiari più bassi, di 38-41mila euro l’anno.

Le regioni in cui incide di meno, grazie a redditi annui più alti (56-67mila euro) e negozi convenienti, sono il Trentino-Alto Adige, dove la spesa assorbe solo il 10% del bilancio familiare, la Lombardia con l’11%, il Veneto e l'Emilia-Romagna con il 12%.

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