Dormono sotto i portici con bimbo di 18 mesi e ragazzino di 15 anni: la scoperta degli operatori in centro a Bologna

Un'intera famigliola con un bimbo di appena 18 mesi e un altro ragazzino di 15 anni viveva in strada nel pieno centro di Bologna dove aveva trovato rifugio per la notte sotto i portici di via Amendola. È la terribile storia di disperazione scoperta nella serata di ieri, mercoledì 22 aprile, da un'operatrice dei servizi di unità di strada del capoluogo emiliano durante un servizio di perlustrazione nei luoghi di ritrovo notturno dei senzatetto della città.
Notando in un giaciglio sotto i portici il gruppo familiare composto dai due giovani genitori, dal ragazzino adolescente e da un bimbo piccolissimo, l'operatrice ha fatto scattare subito una segnalazione alla centrale radio della polizia locale per cercare di trovare ad al più presto una riparo sicuro per i minori ed evitare che trascorressero la notte all'addiaccio.
Come spiega il comando della polizia locale di Bologna, sul posto è stata fatta intervenire immediatamente una pattuglia vicina che era impegnata a presidiare la zona e che si è subito mobilitata provvedendo al trasporto della famiglia in un luogo sicuro, coadiuvata da un altro veicolo di servizio giunto poco dopo.
La famiglia è stata quindi accompagnata al comando di via Ferrari, dove gli agenti hanno accudito e rifocillato sia i piccoli che gli adulti che hanno potuto così riposare al caldo e anche usufruire dei servizi igienici. I quattro sono stati poi visitati anche dai sanitari chiamati a intervenire con l'ambulanza sul posto per accertare il loro stato di salute.
Dopo aver accertato il buono stato di salute del nucleo e in particolare del bambino, il gruppo è stato quindi identificato e si è scoperto che si trattava di una famiglia di origine pakistana composta dai due genitori, entrambi venticinquenni, un bambino di diciotto mesi ed un ragazzo di quindici anni.
Dopo le procedure di rito, per il nucleo familiare è scattata infine l'attivazione del Pris (Pronto Intervento Sociale) per consentire l’assistenza necessaria e trovare una collocazione utile per evitare che genitori e bimbi ritornino a vivere in strada.