Arrivano coi barconi in Italia dalla Nigeria in cerca di un futuro migliore, ma finivano per essere costrette a prostituirsi. Le indagini del Nucleo investigativo anticrimine dei Carabinieri di Lecce hanno portato all’arresto di cinque persone facenti parte di un sodalizio criminale transnazionale radicato in Nigeria, con cellule operative in Libia in diverse aree del territorio nazionale. Devono rispondere di associazione finalizzata alla riduzione in schiavitù a fini sessuali, tratta di persone, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione.

Il modus operandi vedeva le donne coinvolte messe subito in contattate con le persone che avrebbero poi dovuto avviarle alla strada nel nostro Paese: solitamente si trattava di anziane nigeriane. Quindi lee vittime arrivavano in Italia a bordo di barconi pieni di immigrati, salpati dalla Libia verso la Sicilia. Una volta giunte in Italia, le giovani permanevano nei centri di accoglienza fino all'ottenimento del permesso temporaneo di soggiorno per motivi umanitari. Nonostante fossero in contatto con i responsabili della tratta di schiavi, solo dopo aver ottenuto il documento venivano recuperate dai componenti dell'organizzazione criminale, di cui facevano parte anche i 5 arrestati. Le indagini hanno interessato complessivamente 16 persone, tra cui i fermati. L’ordinanza è stata emessa dal gip di Lecce Michele Torello su richiesta del sostituto procuratore distrettuale antimafia Guglielmo Cataldi.