Donna partorisce sull’autobus a Bologna, l’autista la aiuta con le passeggere: “Un abbraccio di umanità”

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Una donna di 38 anni ha dato alla luce il suo bambino a bordo di un autobus della linea 39 a Bologna, mentre il mezzo si trovava vicino all’Ospedale Maggiore. Ad aiutarla l’autista Niurka Roman e alcune passeggere, tra cui una studentessa di 20 anni. Madre e neonato stanno bene.

"È stato un fatto inaspettato, un'emozione straordinaria: da donna e da mamma di una bambina ho ricordato il mio parto, è stato un abbraccio di umanità". Così Niurka Roman, autista di un autobus della linea 39 di Bologna, ha raccontato quanto accaduto venerdì 30 ottobre, quando una donna ha partorito a bordo del mezzo mentre attraversava la città. Insieme ad alcune passeggere, tra cui una studentessa di Ingegneria, la conducente ha aiutato la futura mamma durante il travaglio, fino alla nascita del bambino, avvenuta proprio davanti all'ingresso dell'Ospedale Maggiore. Madre e figlio sono stati poi accompagnati in ospedale e sono in buone condizioni.

Originaria di Cuba e da tre anni alla guida dei mezzi Tper, Roman ha ripercorso quei minuti in un'intervista all'ANSA. Tutto è cominciato quando un passeggero l'ha avvertita che una donna si sentiva male. L'autista ha riconosciuto la stessa passeggera che era salita poco prima alla stazione e ha inizialmente pensato che avesse delle contrazioni. Le ha chiesto di respirare lentamente, mentre gli altri cercavano di tranquillizzarla. La comunicazione non era semplice: la donna, una 38enne nigeriana, non parlava bene italiano e riusciva a farsi capire soltanto con poche parole in inglese.

Il bus si trovava all'altezza di Porta San Felice e stava per svoltare in via Saffi. Vedendo che l'Ospedale Maggiore era ormai vicino, Roman aveva pensato di raggiungerlo direttamente. Ma un passeggero l'ha avvertita che la donna si stava spogliando e aveva iniziato a spingere. Poco dopo una studentessa di Ingegneria ha gridato che si vedeva già la testa del bambino. La conducente ha quindi fermato il mezzo davanti all'ospedale: il piccolo è nato pochi istanti dopo.

Roman ha recuperato un pareo che teneva sul sedile e lo ha utilizzato per avvolgere il neonato, affidandolo poi alla studentessa mentre venivano chiamati i soccorsi. La ragazza, identificata dal Resto del Carlino come Hafida, 20 anni, di origine marocchina, ha raccontato di aver tenuto il bambino in braccio fino all'arrivo dei sanitari, che hanno provveduto a tagliare il cordone ombelicale. Il piccolo pesava 3 chili e 470 grammi.

Nel frattempo anche le altre passeggere si erano mobilitate: c'era chi incoraggiava la madre, chi le teneva compagnia e chi cercava di aiutarla sulla base della propria esperienza. L'ambulanza è arrivata pochi minuti dopo e ha trasferito la donna e il bambino all'Ospedale Maggiore.

Ripensando a quei momenti, Roman ha raccontato di essersi sentita subito coinvolta anche per aver vissuto in prima persona l'esperienza del parto. "Con il mio foulard abbiamo avvolto il bambino che aveva appena fatto il suo primo pianto", ha ricordato. L'emozione ha coinvolto anche le altre persone presenti, alcune delle quali si sono commosse quando sono arrivati i soccorritori.

"È stato bello constatare come, nel momento del bisogno, tante persone, provenienti da ogni parte del mondo, siano state capaci di mettere in comune forze e capacità che nemmeno credevano avere", ha aggiunto l'autista. "C'è ancora tanta umanità, per fortuna, anche in questi tempi difficili".

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