Disastro ferroviario Andria-Corato: la Cassazione condanna solo capostazione e capotreno, assolti Ferrotramviaria e manager
Condanne a 6 anni e 3 mesi per il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e a 6 anni e 9 mesi per il capotreno Nicola Lorizzo, assoluzione per tutti gli altri imputati. Con questa sentenza oggi la Corte di Cassazione ha messo la parola fine al procedimento giudiziario per il disastro ferroviario della Andria-Corato, in Puglia, in cui persero la vita 23 persone per lo scontro tra i due treni delle Ferrovie del Nord Barese.
Per la tragedia del 12 luglio 2016, in cui rimasero ferite anche 51 persone, la massima Corte ha assolto invece la stessa società di trasporto Ferrotramviaria e i due Manager Massimo Nitti, allora dg della società, e Michele Ronchi, direttore di esercizio. La sentenza della Quarta sezione penale della Suprema Corte ha confermato di fatto la sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello di Bari nel settembre 2025.
La Corte infatti ha ritenuto inammissibile il ricorso del Procuratore generale che aveva chiesto un rinvio in appello e di annullare la sentenza di assoluzione proprio per Ferrotramviaria e i due manager che invece ora diventa definitiva. "Sono scandalizzato che le responsabilità per 23 morti e oltre 50 feriti vadano a ricadere solo su un capotreno e un capostazione senza considerare la gestione della sicurezza" ha affermato il pg in Aula.
Secondo la ricostruzione di quella sentenza di secondo grado, alla base del disastro ferroviario, in cui due treni regionali si scontrarono nel tratto a binario unico tra le due città, vi fu un errore umano del capostazione di Andria e del capotreno del convoglio partito dalla stessa città e diretto verso Corato la mattina del 12 luglio 2016. La stessa sentenza aveva disposto anche le assoluzioni per altri 14 imputati che erano diventate già definitive dopo la scelta di non ricorrere contro di loro da parte della procura.
Nel tratto dove i treni si scontrarono i convogli viaggiavano su un binario unico alternato regolato col sistema del blocco telefonico. Tale sistema prevedeva che i capistazione si scambiassero dispacci per autorizzare la partenza dei treni verso la stazione successiva. Quel giorno alla stazione di Corato fu concesso alle 10.45 il via libera per la partenza dell'ET1016 verso la stazione di Andria ma qui , senza aspettare l'arrivo dell'altro convoglio, fu fatto partire alle ore 11:00 l'ET1021 verso Corato.
I due treni si schiantarono a fortissima velocità poco dopo le 11:00, poco dopo una curva, in un impatto devastante che causò la morte dei 23 passeggeri
