video suggerito
video suggerito

Dirigente manda 1000 messaggi in una notte a una collaboratrice: licenziato per molestie

Il Tribunale di Treviso ha confermato il licenziamento di un dirigente dell’aeroporto Canova per molestie: inviti a indossare minigonne a lavoro, abbracci indesiderati e (soprattutto) oltre mille messaggi alla collaboratrice, che si era rivolta alle risorse umane, hanno reso legittimo il provvedimento.
A cura di Biagio Chiariello
0 CONDIVISIONI
immagine di repertorio
immagine di repertorio

Un dirigente dell’aeroporto Canova di Treviso è stato licenziato per molestie sul luogo di lavoro, provvedimento confermato nei giorni scorsi dal Tribunale locale, che ha respinto il ricorso presentato dai legali dell’uomo.

I fatti risalgono alla fine del 2023 e alla primavera del 2024 e hanno come protagonisti un giovane ingegnere in posizione di responsabilità e la sua nuova collaboratrice con contratto a termine. Secondo quanto emerso, il dirigente ha inviato oltre mille messaggi in una sola notte, tra il 5 e il 6 marzo 2024, e in precedenza aveva avanzato richieste di appuntamenti fuori orario di lavoro, inviti a indossare minigonne e abbracci indesiderati. La donna, assunta da poco e sottoposta alla valutazione professionale dell’uomo, ha subito una pressione tale da configurare le molestie sessuali e la violenza morale e psicologica.

Di fronte alla situazione, la giovane collaboratrice ha presentato il 2 aprile 2024 una segnalazione al direttore delle risorse umane, assistita dalla consigliera di fiducia del gruppo, figura prevista dal codice di condotta aziendale per affrontare casi di molestie e mobbing. La segnalazione ha ricostruito l’intera vicenda dal punto di vista della vittima, documentando il comportamento indesiderato del dirigente.

L’azienda, la Aertre spa controllata dal gruppo Save, aveva già avviato un procedimento disciplinare di 16 pagine nell'aprile 2024, che si è concluso con il licenziamento per giusta causa. La sentenza civile confermata dal tribunale sottolinea come le molestie possano concretizzarsi anche senza un vero e proprio contatto fisico e senza l'intenzione deliberata di nuocere. "Il baricentro della tutela contro le discriminazioni sessuali poggia sul contenuto oggettivo della condotta, nonché sulla percezione soggettiva della vittima, mentre non è necessaria l’intenzione soggettiva di infliggere molestie", scrive il giudice.

La decisione evidenzia inoltre che "la legittimità del licenziamento per molestie sessuali presuppone che il lavoratore abbia tenuto nei confronti della collega un comportamento indesiderato di natura sessuale, che ha oggettivamente provocato l’effetto lesivo della sua dignità".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views