Dario Cipullo morto per annegamento, l’autopsia: “Lesioni compatibili con tentativo di uscire dal canale”

Dario Cipullo è morto per annegamento. A confermare la causa del decesso del 16enne è l'autopsia eseguita sul corpo del ragazzo trovato nella mattinata di domenica 21 dicembre nella acque del Canale Cavour, alla periferia di Novara.
L'esame è stato eseguito oggi, martedì 23 dicembre, dalla medico legale Chiara Pasello. Il cadavere del ragazzo, secondo le prime notizie trapelate, aveva i polmoni pieni di acqua e presentava lesioni compatibili con il tentativo di uscire dal canale.
Tuttavia, per ottenere ulteriori elementi utili a chiarire cosa sia accaduto nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 dicembre, quando il ragazzo è scomparso dopo aver trascorso una serata insieme agli amici, la Procura ha stabilito che siano eseguiti anche esami tossicologici mirati a rilevare eventuali sostanze come droghe, farmaci o alcol.
Ma per l'esito di questi accertamenti sarà necessario attendere almeno un paio di mesi. Intanto, oggi sono proseguite le indagini dei Carabinieri che a mezzogiorno hanno sentito la madre del ragazzo, Lorena, accompagnata da Marina Chiarelli, assessora regionale e avvocato, amica della famiglia del giovane.
Chiarelli ha fatto alcune precisazioni in relazione alle molte affermazioni comparse sui social: "Il telefono cellulare di Dario – ha detto – è stato ritrovato addosso al ragazzo, non in altre zone. Inoltre, non si stava recando in un locale pubblico, per lo meno non risulta".
Anche il cellulare, hanno deciso gli inquirenti, sarà esaminato (il perito incaricato e Gabriele Adami)e serviranno almeno 30 giorni per avere un'analisi dei dati. Il 16enne, ha confermato Chiarelli, era stato accompagnato a casa dal padre di un'amica, insieme alla ragazza, ma avrebbe chiesto di scendere dall'auto a poca distanza dalla sua abitazione.
L'amica, notandolo allontanarsi in modo incerto, gli avrebbe poi inviato un messaggio Whatsapp per chiedergli se andava tutto bene. Il giovane avrebbe risposto con un vocale poco chiaro.
In seguito, sempre quella notte, il 16enne avrebbe avuto una conversazione telefonica di circa 20 minuti con un'altra amica. Tutti questi elementi saranno approfonditi dagli inquirenti nei colloqui con le persone che hanno visto o avuto contatti con Dario nelle ore precedenti alla scomparsa.
Sul caso la Procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Un passaggio tecnico necessario per l'acquisizione e l'analisi del cellulare del ragazzo e dei vestiti che indossava al momento del ritrovamento.
Come però ha precisato nelle scorse ore l'avvocata Chiarelli, assessore regionale e amica della famiglia del giovane: "Dalle prime valutazioni non si sarebbe trattato di un gesto volontario. Siamo di fronte a un tragico incidente. Confidiamo negli accertamenti in corso da parte degli organi preposti per sapere cosa sia successo".