Daniela Ruggi, chiesta archiviazione per “lo sceriffo” Domenico Lanza: “Non ricordo nulla della nostra telefonata”

A pochi giorni dal ritrovamento dei resti di Daniela Ruggi, la donna scomparsa a 32 anni nel settembre del 2024, la Procura di Modena ha chiesto l'archiviazione del fascicolo per sequestro di persona a carico di Domenico Lanza, un 67enne di Polinago noto come "lo sceriffo” che era finora l'unico indagato per la vicenda della donna di Vitriola di Montefiorino.
Daniela Ruggi era scomparsa il 20 settembre del 2024: alcuni resti sono stati trovati di recente in un'antica torre diroccata nella frazione di Vitriola. Ruggi e Lanza si conoscevano, ma l’uomo ha sempre sostenuto di non avere nulla a che fare con la sua scomparsa. "Non ricordo nulla di quella telefonata, il 20 settembre, quindi è impossibile riferire qualcosa di quello che ci siamo detti. Secondo me ci siamo fatti un saluto, la mia memoria non funziona benissimo", è quanto ha detto Lanza in riferimento agli ultimi contatti con la giovane prima della sua scomparsa.
Agli atti risulta una telefonata tra i due: secondo quanto emerso dalle indagini, si sarebbero sentiti alle 15.50 del 20 settembre 2024. Poi Daniela avrebbe telefonato alle 16.59 a un anziano successivamente sentito dai carabinieri e il suo traffico dati risulta attivo fino alle 23.38, quando cessa di funzionare.
Lanza, si legge sul Resto del Carlino, sostiene che Ruggi con lui avrebbe parlato di due uomini: "Mi parlava con insistenza di questi due uomini che a suo dire frequentava e del fatto che voleva che la sposassero e che la mantenessero. Magari non ero neanche tanto concentrato; andiamo indietro troppo tempo e lei volava un po’ con la mente, anche se cercavo di crederle".
"È come se avessi perso una figlia, le volevo bene e l'ho aiutata", aveva detto sempre Lanza dopo la notizia della morte della donna, sostenendo di aver riferito a chi indaga tutto quello che sapeva su di lei.