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Coronavirus
30 Luglio 2021
19:58

Da lunedì vaccini senza ago a Messina, prima città in Europa: “Ecco come funziona”

Il metodo usato per l’insulina – una siringa senza ago che sfrutta la velocità per inoculare i farmaci – è stato adattato anche alla somministrazione dei vaccini. Il risvolto per quello anti-Covid è la possibilità di vaccinare anche chi soffre di belonefobia, paura incontrollabile di aghi e spilli. Da lunedì sarà possibile selezionare questo metodo dalla piattaforma messa a punto dall’Asp di Messina.
A cura di Luisa Santangelo
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Il dispositivo usato per eseguire le vaccinazioni senza aghi
Il dispositivo usato per eseguire le vaccinazioni senza aghi
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È lo stesso metodo che si usa anche per l'insulina. Una siringa che non ha ago e che sfrutta la velocità per inoculare i farmaci nei pazienti. Una manna dal cielo per chi soffre di belonefobia, cioè la paura incontrollabile di aghi e spilli. A Messina, all'hub della Fiera sul lungomare, nei primi giorni della settimana un paio di pazienti hanno potuto usufruire di un'anteprima. Da lunedì 2 agosto, invece, dopo un'apposita prenotazione tramite un portale messo a punto dall'Asp, l'opportunità sarà estesa a tutti i cittadini che ne facessero richiesta. "Moltissimi pazienti dopo l'inoculazione svengono o, addirittura, non pensano neanche alla possibilità di vaccinarsi per paura degli aghi", spiega a Fanpage.it Arturo Maravigna, amministratore della Gamastech srl, la società catanese che detiene il brevetto europeo per il Comfort-in, uno strumento di fabbricazione coreana che, da un anno, può essere utilizzato in Italia anche per l'inoculazione di vaccini.

"Qualunque genere di vaccino", precisa Maravigna. Il meccanismo non è nuovo: viene usato per le terapie dei diabetici, ma anche nel settore dentistico, della medicina estetica e della veterinaria. Il costo è superiore a quello delle normali siringhe, "ma i benefici sono di diverso genere: intanto viene azzerato il rischio di punzione accidentale con l'ago da parte dei sanitari – prosegue l'imprenditore – Incidenti che costano alle aziende sanitarie decine di milioni di euro all'anno. E poi, in questo momento, risolve il problema di una parte di popolazione che proprio non riesce ad accedere alla vaccinazione per via di una fobia". Che, in un caso come quello del vaccino anti-Covid-19, diventa invalidante. "L'unico limite di questo strumento sono le sostanze oleose: siccome sfruttiamo la velocità di diffusione del liquido, i farmaci che contengono elementi oleosi non funzionano alla perfezione". Ma nel siero contro questo coronavirus di sostanze oleose non ce n'è. In nessuno di quelli attualmente disponibili in commercio.

"Il meccanismo è semplice – aggiunge Emanuele Portuese, ingegnere biomedico della società etnea – Per prelevare il vaccino dalla boccetta si usa un adattatore e poi si prende la vera e propria siringa, sterile e confezionata singolarmente". La siringa piena si inserisce in una sorta di pistola e da lì, con una pressione su un pulsante, in una frazione di secondo il liquido viene espulso dopo essere stato messo a contatto con la pelle del paziente. "Quando facciamo l'anamnesi, prima del vaccino – interviene Gabriele Natale, giovane medico che da due mesi si occupa delle vaccinazioni nel team del dottor Alberto Firenze, commissario straordinario per l'Azienda sanitaria provinciale di Messina – dobbiamo tenere in considerazione il tema, anche psicologico, della paura degli aghi. Ci sono persone che hanno rinunciato alla vaccinazione, perché alla fine non sono riuscite a sopportare l'idea della puntura".

Nei giorni scorsi è cominciato il training per i vaccinatori: vere e proprie lezioni pratiche, con l'ausilio di un cuscinetto assorbente, che mostrano l'utilizzo dello strumento al personale sanitario che dovrà usarlo. Nel frattempo, online è stata avviata la possibilità di prenotare questo metodo vaccinale che, da Messina, presto potrebbe approdare in diverse altre parti d'Italia e d'Europa. "Noi conoscevamo da tempo il dottor Firenze, il commissario straordinario, e lui conosceva il nostro lavoro", dice Maravigna. Per questo la collaborazione nella Città dello Stretto è venuta naturale. "Ma adesso ci stanno contattando da tantissime regioni e, soprattutto, da altre nazioni: abbiamo ricevuto richieste dalla Grecia e da Malta. Ci tenevamo, però, a cominciare dalla nostra terra – conclude – Siamo siciliani, volevamo che qui fossimo orgogliosamente i primi".

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