Curarono con il metodo Hamer il figlio morto di tumore a 14 anni, la perizia dei medici: “Si poteva salvare”
Morì a 14 anni di tumore nel gennaio 2024 e oggi, secondo i medici, è stato stabilito che si sarebbe potuto salvare se fossero stati seguiti i protocolli chemioterapici e chirurgici previsti dalla scienza medica. I genitori, invece, avrebbero scelto di affidarsi al cosiddetto "metodo Hamer", riducendo le possibilità di sopravvivenza.
È quanto emerge dalla perizia firmata dai medici Antonello Cirnelli e Franca Fagioli, incaricati dalla Corte d'Assise di Vicenza, davanti alla quale i genitori sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale, e che è stata depositata oggi, martedì 8 settembre.
La relazione introduce una nuova ipotesi, che i seguaci del metodo Hamer potrebbero aver utilizzato nei confronti del ragazzino farmaci neurotossici (Artemisia) e confuta le conclusioni della difesa, che sosteneva la mancanza di nesso di causa tra le scelte dei genitori e il decesso del figlio.
L'udienza di discussione è prevista per il 16 settembre prossimo. Il 14enne, hanno ricordato ancora i periti della Corte, era affetto da osteosarcoma di alto grado, variante osteoblastica, secondo la Classificazione dell'Oms del 2020. I primi sintomi di malattia erano emersi a dicembre 2022.
Da allora l'osteosarcoma aveva mostrato una rapida progressione: ancora localizzato, operabile e non metastatico nel marzo 2023, era poi evoluto, come sottolinea la relazione, per il ritardo di diagnosi e trattamento, in malattia polmonare metastatica e localmente avanzata.
Le chance di sopravvivenza a 5 anni si erano così ridotte dal 74,8% al 45%. La terapia corretta dell'osteosarcoma avrebbe richiesto una biopsia e l'immediata "stadiazione", ossia la definizione dello stadio del tumore; una chemioterapia, quindi chirurgia radicale e successiva chemioterapia.
Il ritardo diagnostico-terapeutico di 45 giorni aveva invece causato la progressione locale e polmonare della malattia, con la compromissione delle possibilità di trattamento chirurgico, e la riduzione delle possibilità di controllo della malattia.
Il metodo Hamer, noto anche come "Nuova Medicina Germanica", è una pratica pseudoscientifica non riconosciuta dalla medicina ufficiale e priva di alcuna base scientifica, ideata negli anni Ottanta dall'ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer.
Un metodo che rinnega l’uso dei farmaci, provocando ai pazienti che lo seguono gravi ritardi nell’inizio delle terapie e trasformando tumori curabili in forme incurabili.