A poche ore dalla tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova cominciano a diffondersi i nomi e le storie di alcune delle vittime accertate, che al momento risultano essere 37, ma il bilancio, si ricorda, potrebbe aggravarsi ulteriormente. Tra di loro, tre giovani vite spezzate: si tratta di Elisa Bozzo, 34 anni, e di Mirko Vicini, 31 anni e Bruno Casagrande, 35. I loro sogni sono collassati insieme alla struttura sulla quale stavano transitando a bordo delle loro vetture.

Elisa era una ragazza di Busalla, vicino Genova, e viaggiava su una Opel nera. Su Facebook si faceva chiamare "la Ely". Sono stati gli amici a lanciare l’appello sui social network perché non avevano sue notizie. Avrà percorso quella strada centinaia di volte, ma non ce l'ha fatta. Le speranze di quanti le erano vicini si sono spente nella serata di ieri, martedì 14 agosto, quando il suo nome è comparso tra quello delle vittime della strage. Sui social network numerosi sono i messaggi dei suoi conoscenti che la ricordano con messaggi di cordoglio e tristezza, mista alla rabbia per una tragedia che si poteva evitare.

Destino ancora più crudele per Mirko e Bruno: entrambi del Ponente genovese, erano due precari. Dopo mesi di disoccupazione avevano trovato un contratto stagionale ad Amiu, l'azienda che gestisce i rifiuti in città e che si trova nei pressi del viadotto della morte. Erano felici, sognavano un futuro migliore, ma sono stati travolti dalle macerie della struttura che si è polverizzata sulle loro teste, mentre stavano lavorando a bordo di un furgoncino nell'isola ecologica.