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Crolla la croce simbolo di Niscemi: “Eretta in memoria della chiesa distrutta nel 97, la frana non si ferma”

Nella serata del 9 febbraio è crollata la Croce di Niscemi, simbolo del centro storico dopo la frana del 1997. Giovedì arriveranno i tecnici nominati dalla Procura di Gela per risalire alle cause del disastro.
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La croce simbolo di Niscemi prima della caduta
La croce simbolo di Niscemi prima della caduta

Nella serata di lunedì 9 febbraio è crollata la croce di Niscemi, l'ultimo simbolo del paese della provincia di Caltanissetta distrutto da una frana più grande di quella del Vajont. Dal 25 gennaio oltre 1.600 persone hanno perso la propria abitazione all'interno della voragine di oltre 4 chilometri che ha inghiottito buona parte del centro storico a partire dal quartiere Sante Croci.

Dopo la distruzione del belvedere e la caduta dell'auto rimasta per giorni sul precipizio, anche la croce si aggiunge ai simboli del prima e dopo la peggiore frana che ha interessato Niscemi negli ultimi 230 anni. "Quella croce era un simbolo della nostra città e per tutti aveva una forte valenza proprio in relazione alle frane. Era stata collocata lì in memoria della chiesa delle Sante Croci, crollata dopo la frana del 1997. Noi l'abbiamo ricostruita con questa croce per preservarne il ricordo. Che adesso non ci sia più dice tutto", spiega a Fanpage.it il consigliere comunale di Niscemi Francesco Evola.

Questo è probabilmente il crollo più significativo emotivamente per la popolazione, ma non sarà l'ultimo, come sottolinea il consigliere: "La frana non si è ancora fermata. Al momento i vigili del fuoco stanno provando a entrare in ultimi 50 metri rimasti per la bonifica".

Intanto, stasera si terrà una nuova riunione con la Protezione Civile alla quale prenderà parte anche il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, per fare il punto sulla situazione, mentre giovedì avverrà il primo sopralluogo dei consulenti tecnici nominati dalla Procura di Gela, sotto il coordinamento del procuratore Salvatore Vella.

I consulenti tecnici che prenderanno parte ai rilievi sono tre professori dell'università di Palermo: Chiara Cappadonia, docente di Geologia applicata e Geologia tecnica, Maurizio Gasparo Morticelli, docente di Geologia strutturale, ed Edoardo Rotigliano, docente di Geomorfologia.

La perizia degli esperti finirà nel fascicolo d'inchiesta aperto a carico di ignoti per i reati di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Gli inquirenti sono chiamati a indagare sulle cause che hanno portato alla distruzione della parte più antica di Niscemi, e se quest'ultima frana poteva essere prevenuta.

Attesa anche la presidente del consiglio Giorgia Meloni, la cui presenza a Niscemi nei prossimi giorni è stata annunciata dal ministro Nello Musumeci nel corso della trasmissione di Rai1 XXI Secolo.

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