Crisi carburante, Aeroporti di Puglia: “Nessuna emergenza a Brindisi, ma non c’è certezza per il futuro dei voli”

"Non c'è nessuna emergenza carburante a Brindisi. Non è stata intaccata la soglia minima nei nostri depositi di stoccaggio, ma è impossibile prevedere cosa succederà da qui a dieci giorni". Lo spiega a Fanpage.it il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile.
A causa del prolungato blocco dello Stretto di Hormuz dovuto alla guerra in Iran, l'approvvigionamento di carburante per gli aerei potrebbe entrare presto in crisi. I principali fornitori in Europa infatti dipendono in larga parte dai Paesi del Golfo, e se la situazione permarrà, i voli potrebbero davvero fermarsi. I primi a trovarsi faccia a faccia col timore di vedersi saltare il rientro sono stati i passeggeri in transito in queste ore all'aeroporto di Brindisi dopo la diffusione di un Notam, un avviso aeronautico emesso da Air Bp, uno dei più importanti fornitori di combustibili per l'aviazione, che segnalava limitazioni in alcuni scali ai voli civili in favore di voli ambulanza e voli di Stato.
"Gli spostamenti non sono a rischio e oggi tutto procede regolarmente – ha sottolineato Vasile – Stiamo assistendo a una tempesta in un bicchiere d’acqua. Migliaia di persone che dovrebbero tornare ci stanno contattando terrorizzate, ma tutti i voli sono regolari. La vera emergenza è la paura, non il carburante".

Secondo il numero uno della società che gestisce gli aeroporti civili pugliesi, l'errata interpretazione dell'avviso Notam ha scatenato un panico ingiustificato: "Gli aerei provenienti da Bologna, Venezia, Treviso, e Milano Linate si sono appoggiati a Brindisi per il rifornimento, si è trattato di solidarietà nei confronti degli aeroporti del Nord. Non significa che ci fosse carenza da noi".
Oggi è arrivata allo scalo di Brindisi un'autobotte proveniente dalla raffineria di Taranto, a riprova, secondo Vasile, della continuità dei voli: "Il tema non è la disponibilità di carburante oggi, ma le fonti di approvvigionamento. La raffineria di Taranto non ci ha mai dato indisponibilità. Se e quando il carburante mancherà, sarà alla fonte. Per il momento, anche grazie alla vicinanza alla raffineria di Taranto che permette il rifornimento in breve tempo, non abbiamo questa difficoltà".
Il problema è l'approvvigionamento di cherosene che in larga parte proviene proprio dai paesi del Golfo e transita attraverso Hormuz. Per questo alcune compagnie aeree, da quelle di bandiera alle low cost, stanno annunciando prossime limitazioni ai voli o l'aumento delle tariffe dovuto al costo del greggio.
Il futuro, anche prossimo, è quindi incerto e legato agli sviluppi nell'area del Golfo Persico: "Tutto dipenderà dallo scenario geopolitico. Il timore per quello che accadrà nelle prossime settimane è diverso da un'emergenza imminente. Abbiamo paura per lo scenario futuro, ma il panico che si è scatenato in 12 ore è ingiustificato", fa presente Vasile che sottolinea anche come i passeggeri non verrebbero lasciati a terra da un giorno all'altro: "Lo stop non può essere immediato come si è temuto in queste ore. Si dà una previsione di almeno dieci giorni, e prima di arrivarci vengono rilasciati stock da riserve strategiche".
Secondo i dati dell'associazione Aeroporti 2030, negli aeroporti di Bari, Brindisi e Foggia i passeggeri nel 2024 sono stati 10.702.359, in crescita del 10,6% rispetto al 2023. Molti sono anche i turisti internazionali: "Lo scalo di Brindisi è una via d'accesso in Europa dal Mediterraneo. Ci stanno contattando dall'estero chiedendoci quale sarà la situazione questa estate, ma la verità è che non lo sappiamo, né noi né gli altri".