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Covid, Bassetti a Fanpage.it: “Rischiamo picco dei contagi a Natale, bisogna vaccinarsi ogni anno”

Secondo l’ultimo monitoraggio settimanale Fiaso, il numero dei pazienti Covid ricoverati è salito del 32%. Un balzo a due cifre che preoccupa, soprattutto per i pazienti over 70 e fragili. Fanpage.it ha intervistato il virologo Matteo Bassetti: “Evidente che il virus stia circolando molto, ma in ospedale arrivano pazienti anziani e fragili vaccinati solo con il primo ciclo”.
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A cura di Eleonora Panseri
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Lunedì 27 novembre è stato pubblicato il nuovo monitoraggio settimanale degli ospedali sentinella aderenti a Fiaso, Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, in cui si registra che in una sola settimana il numero dei pazienti Covid ricoverati è salito del 32%. Un balzo a due cifre che preoccupa, soprattutto per i pazienti over 70 e fragili.

"Negli ospedali al momento non c'è una pressione che possa essere anche minimamente paragonata a quella di un anno fa. Però è evidente che il virus stia circolando molto. Al momento, per la popolazione in generale, il virus da un quadro che dura davvero pochi giorni. Per la popolazione anziana invece, quella degli over80, il covid può purtroppo rappresentare ancora oggi una ragione di ricovero giornaliero e di aggravamento sia di una situazione di normale equilibrio che di una patologia di base", spiega il virologo Matteo Bassetti, intervistato da Fanpage.it.

Campagna vaccinale Covid per gli over 60 "ferma al 4%"

A contribuire in negativo a questa situazione è la reticenza alla vaccinazione delle persone con un'età che supera i 70 anni. Come si legge nel rapporto Fiaso, infatti, "la campagna di somministrazione della dose stagionale di vaccino anti Covid tra gli ultra sessantenni è ferma al 4%". Un dato che conferma anche il professor Bassetti.

"Nella maggior parte dei ricoveri che facciamo in ospedale di persone ultraottantenni, vediamo che sono state vaccinate l'ultima volta nel 2021, quindi solo con il primo ciclo vaccinale. Non hanno fatto la quarta e la quinta dose raccomandate nel 2022 e nemmeno il richiamo da fare quest'anno con il nuovo vaccino. È un po' come se ci si volesse proteggere da un acquazzone con un ombrello a metà", osserva.

La situazione attuale rischia di aggravarsi nei prossimi mesi, in particolare con l'arrivo degli altri virus stagionali. "Le persone dai 70 anni in su che si sono vaccinate per l'influenza ma non per il Covid, per esempio, restano comunque a rischio di complicanze respiratorie. Infatti, più l'età avanza e più la situazione si fa complessa. E naturalmente lo stesso vale per chi ha meno di 70 anni ma è considerato un paziente "fragile": pazienti oncologici, ematologici o con malattie autoimmuni", aggiunge Bassetti.

"A queste persone, non so bene per quale ragione, non è arrivato il messaggio che la vaccinazione per il covid va fatta almeno una volta l'anno, e la stessa cosa vale per l'influenza, da cui non ci può si proteggere senza fare i richiami. Questo elemento preoccupa perché il Covid, per quanto non sia più la malattia terribile del 2021, resta molto simile all'influenza e non si capisce perché l'una preoccupi e l'altro no", dice ancora l'esperto.

La disinformazione legata alla vaccinazione

Il professore attribuisce questa resistenza in parte anche ad alcune informazioni sbagliate diffuse durante e dopo la pandemia."Su questo ha giocato molto tutto quello che purtroppo è stato detto in questi ultimi anni, in particolare da un certo mondo. In questo Paese ormai la vaccinazione sembra essere diventata l'origine di tutti i mali. – spiega il professore – Ogni volta che faccio un'affermazione ricevo messaggi da centinaia di persone che dicono cose come: ‘Io non mi vaccino più' o ‘I vaccini fanno venire i tumori e le morti improvvise'. Tutte stupidaggini a cui viene lasciato, secondo me, troppo spazio".

Secondo Bassetti, le persone si starebbero allontanando non solo dal vaccino Covid, ma anche dai vaccini in generale. "Esiste un odio nei confronti dell'industria farmaceutica, come se non ci rendesse conto che questa è alleata dei medici nel curare le malattie, perché crea i farmaci per i tumori, l'ipertensione, il colesterolo, il diabete, e tantissime altre malattie. Se non avessimo i farmaci, oggi moriremmo a 40 anni come succedeva anni fa. Esiste una teoria populista che sostiene che i vaccini hanno portato unicamente profitto alle case farmaceutiche e nessun beneficio. Questo è profondamente sbagliato e anche pericoloso".

"A Natale rischiamo di avere un picco importante"

"L'influenza è arrivata già alla metà di novembre ed è evidente che il freddo arrivato negli ultimi giorni farà sì che questo virus si intersecherà con il Covid e con altri virus respiratori di stagione. Se la situazione non dovesse cambiare, rischiamo di avere un picco importante nel momento peggiore, quello delle vacanze natalizie, durante il quale giustamente anche gli ospedali dovranno dare un po' di respiro agli operatori sanitari. Ma rischiamo di avere ospedali e pronto soccorso presi d'assalto da persone anziane con forme respiratorie anche gravi", spiega ancora Bassetti.

"Le vaccinazioni, al di là del fatto che possono ridurre la circolazione del virus, ma soprattutto riducono le forme gravi, questo è quello che dobbiamo dire. Evitano alle persone anziane di andare in ospedale o comunque, anche in caso di ricovero, di avere una forma che si risolve in pochi giorni senza complicanze".

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